Tre fattori fondamentali per una via di realizzazione spirituale

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3 Ore 10 Minuti fa #66477 da Anello Verde
Giovanni Ponte nel 1964 nell’articolo “Questioni pratiche” affermava: (Testo completo disponibile al link: ilsufismo.wixsite.com/il-sufismo ).... A questo proposito… il presupposto del tutto generale e necessario [è quello] di avere una vita ordinata da quei principi sopra-umani ai quali si può partecipare mediante le diverse forme assunte dalla tradizione, essenzialmente una e universale. Ciò si potrebbe esprimere dicendo che occorre avere una vita “sacralizzata”, cioè una vita “rituale”, il che significa anche, in fondo, una vita normale. Infatti, i riti sono ciò che mette l’essere umano più o meno direttamente in rapporto con ciò che trascende la sua individualità, e senza di essi, in mancanza di tale rapporto ordinatore, l’azione umana non può fare a meno di svolgersi in modi arbitrari, più o meno accentuatamente disordinati, e, in questo senso, anormali. Del resto, lo stesso termine “rito” deriva dal sanscrito rita, che esprime precisamente l’idea di “ordine” o di conformità ad esso. E in una civiltà pienamente tradizionale ogni atto ha un carattere essenzialmente rituale, mentre l’esistenza stessa di un dominio “profano” non è che un’anomalia, della quale però è senza dubbio ben difficile accorgersi quando si è abituati ad una civiltà abnorme come quella in cui viviamo.La partecipazione ad una vita rituale implica che l’individuo si trovi integrato, o venga ad integrarsi di sua iniziativa, in una comunità tradizionale; in pratica, è normale che si tratti anzitutto della partecipazione a quei riti che sono fondamentali, e quindi obbligatori, per i membri della comunità tradizionale di cui egli fa parte, e che, quando sussista una distinzione rispetto a modalità rituali di un ordine meno accessibile e più profondo, ne costituiscono l’“exoterismo”. Di tale natura sono, in particolare, i riti religiosi, ed anzi non vi sono altri riti exoterici in Occidente, dato che i pretesi “riti laici” diffusi in vari modi a sostegno delle strutture sociali moderne non sono che parodie, evidentemente prive di qualsiasi fondamento trascendente. La confusione è resa possibile dal fatto che anche nei riti autentici difficilmente si sa scorgere qualcosa di diverso da una portata puramente psicologica e di suggestione, il che induce facilmente i nostri contemporanei a vedere nell’uomo tradizionale, e praticamente in tutti gli uomini non moderni, delle specie di anormali psichici, con un rovesciamento di giudizio tra ciò che è normale e ciò che non lo è proprio di chi è egli stesso affetto da una forma non lieve di alienazione.Senza soffermarci su questo punto, ricordiamo che… la pratica dell’exoterismo tradizionale (sempre là dove vi sia una distinzione tra exoterismo e esoterismo) rappresenta inoltre la base normale per il ricollegamento iniziatico, necessario per entrare in una via che conduca al trascendimento dei limiti individuali, ed a quella realizzazione spirituale effettiva di cui parlavamo all’inizio. D’altra parte, beninteso, altra cosa è aver accesso ad una via, altra cosa è percorrerla: si tratta, a questo fine, di compiere quel “lavoro iniziatico” che è diverso per ciascun essere ed è essenzialmente interiore, ma che pur si appoggia anche a mezzi e “tecniche” fondate su una scienza precisa; di questi mezzi e di queste tecniche, del resto, pensiamo che sarebbe certo fuori luogo parlare, salvo in termini del tutto generali, anche perché gli equivoci e i malintesi a questo proposito sarebbero praticamente inevitabili. Resta il fatto che, fin dai primi stadi di una via di realizzazione, nel percorrerla vi è un apprendimento dato dalla rispondenza all’insegnamento iniziatico, il quale può assumere le forme più diverse. Esso presenta un carattere vivente, imprevedibile dall’esterno, che senza dubbio non ha paragone in un qualsiasi insegnamento profano. Le stesse circostanze apparentemente fortuite in cui l’iniziato si viene a trovare possono essere lo strumento attraverso il quale tale insegnamento si sviluppa, ed anche quando si incontri (come è o dovrebbe essere ben normale) chi sia qualificato ad adempiere nei propri riguardi ad una funzione di guida, questa non avrà certo l’aspetto di un’istruzione razionalmente delimitabile, essendo destinata ad agire ben più in profondità del dominio discorsivo, purché l’iniziato sia capace di essere ricettivo ad essa.Abbiamo così preso in considerazione tre fattori fondamentali per una via di realizzazione spirituale quale noi l’intendiamo, e cioè: una vita rituale capace di ordinare la propria esistenza, anche nel suo aspetto esteriore (e a ciò si riconnette l’esigenza dell’exoterismo tradizionale), un ricollegamento iniziatico autentico (in virtù del quale anche lo stessa pratica dell’exoterismo di base potrà assumere una portata “esoterica”), ed un insegnamento iniziatico (che si concreta normalmente, ma non indispensabilmente, attraverso la presenza vivente di un Maestro spirituale).Quando si considerino le cose in funzione di una realizzazione effettiva, questi tre fattori appaiono naturalmente in stretta correlazione tra di loro; ed è anzi possibile che chi persegue la ricerca di una via di realizzazione (nel senso a cui abbiamo fatto riferimento) giunga in pratica a chiarirli insieme, e l’uno in funzione dell’altro.

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