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Ricerca di un ricollegamento con la fonte dell’influenza spirituale
- Anello Verde
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2 Ore 58 Minuti fa #66198
da Anello Verde
Ecco un estratto di quello che scriveva Giovanni Ponte nell’articolo Presupposti per un orientamento operativo (Rivista di studi tradizionali, 1964). (Testo completo disponibile al link:
ilsufismo.wixsite.com/il-sufismo
). … Oggi più che mai, se seriamente si vuole evitare di smarrirsi e forse di soccombere irrimediabilmente nella “selva oscura” del “mondo intermediario”, occorre non soltanto ricevere un’iniziazione autentica ma anche e soprattutto avere in sé un orientamento fermo verso il fine dell’iniziazione, e quindi anche verso quell’effettiva ed integrale morte all’individualità che è il presupposto della realizzazione sopra-individuale e trascendente. A prima vista, quest’affermazione potrà forse sembrare paradossale: infatti, altrove indicammo l’immortalità come fine dell’iniziazione, mentre qui diciamo che tale fine comporta proprio una morte effettiva. Peraltro, non è difficile capire che non vi è in ciò nessuna contraddizione, in quanto il dominio dell’immortalità si situa al di là del mondo individuale, e non può essere realizzato senza il presupposto di morire completamente ad esso, estinguendo così l’intimo vincolo illusorio che mantiene l’uomo identificato alla propria individualità, sia nella modalità corporea che in tutta l’estensione delle modalità psichiche. In pratica, a dire il vero, tra coloro che dicono di aspirare alla realizzazione iniziatica, pochi sono quelli che si rendono conto di questa contropartita negativa che non può essere elusa, e pochissimi quelli che, essendosene resi conto, sono decisi ad assumerla effettivamente per sé.Queste considerazioni si riferiscono ad un orientamento interiore veramente fondamentale, il quale, quando sia puro e non deviato da qualsiasi altro scopo, si tradurrà nella ricerca di un ricollegamento cosciente adeguato con la fonte dell’influenza spirituale e sopra-individuale, presente nell’iniziazione. E, in tale ricerca, l’unica base sicura, l’unica “bussola infallibile” e l’unica “corazza impenetrabile” è come sempre quella rappresentata dalla conoscenza metafisica. Potremmo ripetere qui quanto già dicemmo altrove sul “primo lavoro da compiere”: pensiamo che non si insisterà mai troppo sulla necessità di un preliminare lavoro di chiarificazione e di risveglio intellettuale; e, poiché una partecipazione immediata alla conoscenza trascendente ed al “Maestro interiore” è almeno inizialmente impossibile, anche sulla necessità di una partecipazione indiretta e mediata ad essa, attraverso un’autorità vivente identificantesi essenzialmente a quella conoscenza.Ma come si può concepire, in pratica, tale autorità capace di dare una direzione sicura, in virtù del legame segreto e della via sconosciuta che ricollega tutti gli aspetti del proprio attuale piano relativo di esistenza alla realtà trascendente?All’origine di ogni forma tradizionale, quell’autorità si manifesta nel modo più pieno ed eminente nell’essere la cui stessa presenza costituisce la via della discesa dell’influenza trascendente e del ritorno alla realizzazione del Principio. È questo il caso degli Avatâra indù, il cui nome significa appunto “discesa”, ed a ciò si possono riferire le parole di Cristo «Io sono la Via, la Verità e la Vita», come pure il detto islamico secondo cui nessuno giunge al Principio se non attraverso il Suo Inviato. Un tale essere determina sempre, in relazione alla ricettività dell’ambiente cosmico, dei modi specifici di partecipazione e di conformità alla realtà trascendente, secondo leggi di corrispondenza tra i diversi gradi di esistenza che non hanno nulla di arbitrario, le quali condizionano naturalmente l’efficacia della ricerca della realizzazione spirituale.Ciascuna legislazione tradizionale è appunto l’esteriorizzazione ed il concretamento di tali leggi di corrispondenza interiore, ed è quindi indispensabile per vivificare, mantenere organicamente e portare a compimento la mediazione tra la manifestazione della vita umana ed il Principio trascendente.In questo senso, ai fini di tale mediazione, si deve parlare della necessità di assimilare una “Legge” tradizionale aderendo ad essa pienamente, e quindi anche (dove si sia verificata una distinzione tra esoterismo ed exoterismo) di una necessità dell’exoterismo tradizionale; la quale, per l’iniziato, non sarà certo da intendere come un attaccamento all’exoterismo in quanto tale, ma sarà dovuta alla consapevolezza decisiva che attraverso l’exoterismo tradizionale l’iniziato trova il campo d’azione normale per il proprio esoterismo. La legislazione tradizionale, inclusa la sua forma esteriore ed exoterica, è dunque, se rettamente intesa, l’aspetto iniziale e fondamentale con cui si presenta all’uomo l’autorità tradizionale.Tutto ciò, se applicato agli Occidentali ed alle forme tradizionali ad essi accessibili, significa che chi aspira alla realizzazione iniziatica dovrebbe anzitutto praticare una religione appropriata ad esserne la base, la quale ne sarà un presupposto necessario così come sono necessarie le fondamenta per costruire validamente un edificio, e così come è necessario che chi pretende di essere qualificato per il più sappia fare il meno.…Aggiungiamo ancora che, evidentemente, è proprio approfondendo tale base normale che si può sperare di creare in se stessi le condizioni per giungere poi ad un contatto proficuo con coloro nei quali si trova per così dire la presenza vivente dello spirito di cui l’exoterismo tradizionale è l’espressione immediatamente accessibile, e che sono gli “Eredi” di Chi sta all’origine della forma tradizionale corrispondente. Del resto, un noto proverbio indù dice che «dove c’è un cela c’è un Guru»: dove c’è qualcuno qualificato per essere un discepolo vi è certamente anche un Maestro, così come ciascun essere non può non incontrare sulla sua via ciò che corrisponde esattamente alle proprie possibilità interiori.
Si prega Accesso a partecipare alla conversazione.
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