Prossimo Pretesto

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29/10/2018 16:05 - 30/10/2018 00:08 #21940 da marocg
Risposta da marocg al topic Prossimo Pretesto
America 2.0., Maledette malelingue.
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Mattis: Gli Stati Uniti continueranno a sostenere Riad nella guerra allo Yemen
Il Segretario alla Difesa statunitense, James Mattis, oggi, durante una conferenza stampa, ha parlato della riunione tenuta, ieri, in Bahrain, con il ministro degli esteri saudita, Adel al-Jubair, circa la misteriosa morte del giornalista saudita Jamal Khashoggi.
A questo proposito, ha spiegato che il ministro saudita era molto "collaborativo" non ha manifestato "alcuna riserva" per quanto riguarda l'indagine sulle circostanze che circondano la morte dell'editorialista per il quotidiano statunitense The Washington Post, critico convinto della monarchia Al Saud.
In questo contesto, Mattis, alla domanda se Washington avrebbe limitato il suo sostegno alla coalizione guidata da Riad, che dal 2015 ha scatenato una sanguinosa offensiva contro lo Yemen, ha risposto in questo modo: "Noi continueremo a sostenere la difesa del regno (arabo)" come ha reiterato anche ieri in un'altra circostanza.
Notizia del: 28/10/2018 - Fonte: Reuters
www.lantidiplomatico.it/dettnews-mattis_...allo_yemen/82_25878/
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P.S.: America 2.0.
Non c'e' limite al peggio, se l'America di George Bush 1, con la prima guerra in Iraq del 1991, difendeva la ... democrazia.
E ancora, l'America nel 2003, difendendo la ... provetta di Powell, uccideva Saddam e milioni di civili.
Siamo quasi alla fine del 2018, l'America e i suoi complici (ufficialmente la coalizione internazionale, nella quale Arabia Saudita ha un ruolo importante), hanno finalmente capito la (propria) lezione!
Per il mondo, in Arabia Saudita un re (o meglio, un principe) non puo' essere "rivelato" come un dittatore sanguinario.
... E questo gia' e' un segno di una evoluzione, di una presa di coscienza.
E poi vogliamo comparare "l'invasione" del Kuwait da parte dell'Iraq del il 2 agosto 1990, con quello che succede in Yemen (... secondo Mattis) ?
E' una prova di maturita' da parte dell'America, l'Arabia Saudita e' rassicurata, non ci sara' un'altra invasione (... almeno per loro!).
... E (forse?) neppure ispezioni da parte dell'ONU per accertamenti ... , ... Maledette malelingue ...
Khashoggi stava per rivelare l'uso di armi chimiche in Yemen?
Il giornalista Jamal Khashoggi era sul punto di rivelare l'uso di armi chimiche da parte dell'Arabia Saudita in Yemen: sarebbe questa la causa del suo omicidio nel consolato saudita di Istanbul il 2 ottobre.
Lo riporta il Daily Express, che cita un accademico mediorientale, che non vuole essere nominato. «L'ho incontrato una settimana prima della morte. Era infelice e preoccupato» spiega. «Quando gli ho chiesto il motivo della preoccupazione, non aveva voglia di rispondere ma alla fine mi ha detto di aver ottenuto riscontri che l'Arabia Saudita ha usato armi chimiche» nello Yemen. «Ha spiegato che sperava di ottenere prove documentali».
La Gran Bretagna sapeva? - Il Daily Express torna all'attacco nell'edizione odierna e afferma che l'MI6, l'agenzia per lo spionaggio estero britannica, era a conoscenza del piano per uccidere Khashoggi da almeno tre settimane. I servizi di Londra avrebbero chiesto ai colleghi di Riad di rinunciare all'azione, ma non furono ascoltati.
Notizia del: 29.10.2018 - Daily Express

www.tio.ch/dal-mondo/attualita/1332604/k...i-chimiche-in-yemen-
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Infine, anche i fatti di 11S sono stati rivisitati per l'occasione, "War on terror" e' terminata ...!
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Americani e Sauditi assumono Al Qaeda per la guerra in Yemen
La Associated Press ha rivelato che la guerra sostenuta dagli Stati Uniti e guidata dai sauditi contro lo Yemen include l’uso di Al Qaeda come forza mercenaria contro i ribelli Houthi.
Ciò conferma la realtà di quello che, fin dal 2011 e con la complicità dei media occidentali, è stato ampiamente respinto dai politici occidentali come “complottismo”.
Articolo di Tony Cartalucci pubblicato su New Eastern Outlook il 22 agosto 2018

sakeritalia.it/medio-oriente/americani-e...-la-guerra-in-yemen/
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Tutti questi accadimenti farebbero credere ... a una svolta epocale (o 2 pesi e 2 misure !), America 2.0.
P.P.S.: Maledette malelingue
Ultima Modifica 30/10/2018 00:08 da marocg.

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30/10/2018 09:57 #21946 da peterpan3
Risposta da peterpan3 al topic Prossimo Pretesto
Ma dov'è la novità ? è da tre anni che i sauditi usano armi chimiche e biologiche in Yemen. Gli americani hanno pure ammesso di rifornirli costatemente di munizioni al fosforo. Eppure non gliene frega un bel niente a nessuno.
I sauditi hanno fatto di tutto per pompare il prezzo del petrolio, guerre, stragi di stato destabilizzazione di tutto il Medioriente e finalmente stanno riuscendoci. Ma ora il problema Yemen sta diventando davvero un grande problema per l'esercito di facciata Saudita. Continuano a subite batoste impressionanti da quattro morti di fame e sono obbligati ad aumentare costantemente gli stipendi dei mercenari e a dotarli di mezzi sempre più moderni e costosi.
Lo Yemen è una crisi che si risolverà solo con l'intervento americano, ma con il pericolo che l'Iran chiuda il Golfo Persico e i terminal petroliferi che smistano le estrazioni di Gawhar, Trump ha la scusa per lasciare le cose come stanno e continuare a vendere armi ai sauditi, di modo da tenersi buone le lobbi delle armi americane.

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31/10/2018 06:49 #21954 da marocg
Risposta da marocg al topic Prossimo Pretesto
Rif.: peterpan3 - #21946 - 30/10/2018
Ciao peterpan3.
peterpan3:

Ma dov'è la novità ? è da tre anni che i sauditi usano armi chimiche e biologiche in Yemen. Gli americani hanno pure ammesso di rifornirli costatemente di munizioni al fosforo. Eppure non gliene frega un bel niente a nessuno.

Dov'è la novità?
E' proprio questo il punto!
Che novita' si sta aspettando?, ... che il popolo yemenita sia sterminato, per denunciare la situazione!
E Yemen e' solo uno degli esempi degli Stati presi di mira, guarda caso sempre da parte dell'impero e "compagni di merende".
Il problema e' che bisogna smettere di essere loro complici, abbagliati dalle loro "visioni" ripetute e amplificate dal Mainstream, senza reagire e/o protestare per questi crimini.
Il giochino dell'intervento umanitario usato dal 1990 in poi, non regge piu'.
Questo anche i cerebro-lesi lo capiscono, basta dirglielo:
Se era giustificato un intervento armato in Iraq (a favore del Kuwait), perche' non si invade l'Arabia Saudita (a favore dello Yemen)?
I pre-requisiti del pretesto per l'intervento con la coalizione sono gli stessi (dittatore, tiranno, mancanza di democrazia, crimini contro l'umanita', in piu' uso di armi chimiche, ecc, ecc.).
Evidentemente lo scopo dell'intervento non era umanitario, cosi' pure per tutti gli interventi successivi:
Ex Yugoslavia, Afghanistan, Iraq, Libia, Siria, Yemen.
Erano tanto umanitari che le decine di vittime (specchio per le allodole) sono diventate milioni di morti sotto bombardamenti che hanno distrutto completamente tutti quei Paesi attenzionati.
E' evidente che il ruolo di salvatori (o guardiani) del mondo che pretendevano di avere, ora ha perso totalmente di credibilita'.
Neppure importa che la gente comune ci creda, e' tanto vero che i primi a rendersi conto che questo ruolo e' ormai inflazionato, bruciato e quindi non piu' percorribile, sono proprio loro (U.S.A.) e che quindi hanno cambiato tattica.
Anche questa tattica non è una novità, ma e' una esigenza emersa dalla guerra in Siria, dove per l'annientamento dell'ISIS, principalmente da parte della Russia, gli U.S.A. con la loro presenza abusiva, hanno mostrato al mondo (loro malgrado) il proprio ruolo in difesa di terroristi, come Al-Qaeda e tutti gli altri nomi di comodo.
Immaginiamo ora una commemorazione dell'11S, con i parenti delle vittime e i rappresentanti dei governi U.S.A. dal 2001 in poi, pero' senza scorta e protezioni.
E la diffusione della notizia, questa volta novità:
"Americani e Sauditi assumono Al Qaeda per la guerra in Yemen".
Posso solo immaginare, l'espressione del viso di George Walker Bush ... prima di darsela a gambe, ... credo proprio che il numero delle vittime dell'11S potrebbe essere ritoccato, leggermente.
Tornando alla tattica, si tratta semplicemente di far combattere agli altri le proprie guerre, senza esporsi direttamente e maldestramente come in Siria.
Un esempio e' quello che sta avvenendo nelle "americhe" con la guerra degli Stati Uniti per appropriarsi del petrolio del Venezuela.
L'obiettivo e' chiaro e neppure nascosto di isolare il Venezuela da alleanze pericolose per l'impero:
Honduras, Ecuador, Argentina e Brasile, hanno ora ai propri vertici, referenti politici non piu' favorevoli alla rivoluzione bolivariana di Chavez e Maduro.
Se si sommano a Colombia, Peru' e Messico, gli Stati Uniti possono ora contare su una coalizione formidabile, maggioranza assoluta nella Organizzazione di Stati Americani (OEA), da sempre a presidenza pro U.S.A..
Qui mi fermo, perche' qualsiasi persona di buon senso, di fronte a tale pressione (le forze in campo e gli immancabili pretesti ...), dovrebbe preoccuparsi seriamente e trarre conclusioni responsabili per il futuro delle Nazioni e dell'umanita'.
P.S.: L'ultimo tassello e' il consolidamento della situazione in Brasile, con l'elezione di Bolsonaro.
Il seguente articolo e' indicativo della nuova strategia per prendere il potere piu' o meno legalmente, senza il clamore dovuto:
"Un premio": Bolsonaro quiere colocar al juez que condenó a Lula en el Ministerio de Justicia
"Un premio": Bolsonaro vuole mettere il giudice che ha condannato Lula al ministero della Giustizia
El magistrado Sergio Moro también podría ser ubicado en el Supremo Tribunal Federal de Brasil.
Il giudice Sergio Moro potrebbe anche essere collocato nel Tribunale federale supremo del Brasile.
Vale repasar que Sergio Moro fue el magistrado que condenó en primera instancia al expresidente del Partido de los Trabajadores (PT), Lula da Silva, a nueve años y seis meses de prisión por el escándalo de corrupción conocido como 'Lava Jato', donde se cree que se pedían sobornos a cambio de licitaciones de contratos de obras públicas, donde la principal empresa constructora implicada —en varios países de la región— es Odebrecht.
Vale la pena di ricordare che Sergio Moro è stato il magistrato che ha condannato in primo grado l'ex presidente del Partito dei lavoratori (PT), Lula da Silva, a nove anni e sei mesi di carcere per lo scandalo di corruzione noto come "Autolavaggio", dove ritiene che siano state richieste tangenti in cambio di appalti per opere pubbliche, in cui la principale società di costruzioni coinvolta - in diversi paesi della regione - è Odebrecht.
"El premio a la judicialización de la política"
"Il premio per la giudizializzazione della politica"
El abogado argentino Diego Hernán Dieguez Ontiveros es uno de los especialistas que sostiene que en América Latina hay una conspiración continental coordinada desde Washington para perseguir judicialmente a los dirigentes de centro izquierda que supieron gobernar sus países y todavía tienen chances electorales, cuya práctica es conocida como 'lawfare'. De hecho, Ontiveros colabora permanentemente con el equipo de letrados que defiende al ex mandatario de Ecuador, Rafael Correa, y al ex vicepresidente Jorge Glass, quienes enfrentan cargos en la Justicia local.
L'avvocato argentino Diego Hernán Dieguez Ontiveros è uno degli specialisti che sostiene che in America Latina c'è una cospirazione continentale coordinata da Washington per perseguire i leader di centro-sinistra che sapevano come governare i loro paesi e hanno ancora possibilità elettorali, la cui pratica è nota come 'guerra legalista'. Infatti, Ontiveros collabora stabilmente con il team legale che difende l'ex presidente dell'Ecuador, Rafael Correa, e l'ex vicepresidente Jorge Glass, che si trovano ad affrontare le accuse nel sistema giudiziario locale.
Consultado sobre la intención de Bolsonaro de colocar en un puesto de su Administración al magistrado que ordenó la prisión de Lula, el entrevistado considera: "No es casualidad este anuncio sobre el juez Moro. Es el coronario o el premio a un programa de judicialización de la política, sistemático. No solamente se desarrolló en Brasil; se desarrolla en Ecuador y en nuestro país —Argentina—, y tiene varios ejes".
Interrogato sull'intenzione di Bolsonaro di collocare il magistrato che ha ordinato la prigione di Lula in una posizione della sua amministrazione, l'intervistato ritiene: "Questo annuncio sul giudice Moro non è casuale, è il coronario o il premio per un programma di giudizializzazione della politica, sistematica. Non solo si è sviluppata in Brasile, si è sviluppata in Ecuador e nel nostro paese -Argentina-, e ha diversi assi ".
En esa línea, el docente de la Universidad del Salvador enumera: "Uno de ellos es la mediatización exacerbada de causas supuestas por corrupción. Algunas pueden ser ciertas, pero a mí me preocupan las que no son ciertas o las que exacerban la condena social, antes de la judicial". Para el académico, el 'lawfare' es "una guerra jurídica diseñada desde EE.UU. como estrategia de golpes blandos para menoscabar las democracias latinoamericanas".
In questo senso, l'insegnante dell'Università del Salvador elenca: "Uno di questi è la mediatizzazione esacerbata di presunti casi di corruzione, alcuni dei quali possono essere veri, ma sono preoccupato per quelli che non sono veri o che esacerbano la condanna sociale, davanti al giudice ". Per l'accademico, la "guerra legalista" è "una guerra legale progettata dagli Stati Uniti come strategia di colpi di stato per minare le democrazie latinoamericane".
Sobre ese punto, hace hincapié: "Para los programas que ellos tienen, de cooptación económica, social y cultural, la independencia judicial es un obstáculo. Entonces, necesitan jueces de las características de Moro, o Bonadío en Argentina, para que lleven adelante esta sucesión de tácticas, que forman parte de una estrategia generalizada".
Su questo punto, sottolinea: "Per i programmi che hanno, la cooptazione economica, sociale e culturale, l'indipendenza giudiziaria è un ostacolo, quindi hanno bisogno di giudici delle caratteristiche di Moro, o Bonadío in Argentina, per portare avanti questa successione di tattiche, che fanno parte di una strategia generalizzata ".
Según explica Ontiveros, las causas que implican a los dirigentes latinos tienen muchas coincidencias. Una de ellas es destacar la figura del arrepentido o delator, es decir, un implicado en las investigaciones que asume una presunta responsabilidad en los delitos adjudicados y luego comienza a incriminar a otros individuos, o mejor dicho, a dirigentes políticos, para conseguir beneficios en sus condenas.
Secondo Ontiveros, le cause che coinvolgono i leader Latini hanno molte coincidenze. Uno di questi è quello di evidenziare la figura del pentito o dell'informatore, cioè quella coinvolta nelle indagini che assume una presunta responsabilità nei reati giudicati e poi inizia a incriminare altri individui, o meglio i leader politici, per ottenere benefici nelle condanne.
En países como Argentina, por ejemplo, la autoincriminación está prohibida porque se entiende que puede ser parte de un modelo extorsivo y va en contra de las garantías del debido proceso. Sin embargo, los delatores fueron protagonistas en muchas investigaciones contra la expresidenta Cristina Kirchner, donde imputados acusaron a otros individuos.
In paesi come l'Argentina, ad esempio, l'autoincriminazione è proibita perché si comprende che può essere parte di un modello di estorsione e va contro le garanzie del giusto processo. Tuttavia, gli informatori sono stati protagonisti di molte indagini contro l'ex presidente Cristina Kirchner, dove gli imputati hanno accusato altri individui.
"El modelo que se está imponiendo, es el modelo negocial que tienen las fiscalías y el Ministerio Público estadounidense, es algo muy típico de allá", comenta el experto. Además, añade: "No tiene nada que ver con nuestros procesos de investigación. La figura del delator viola todos los principios constitucionales. Es otra de las claves del 'lawfare'".
"Il modello che si sta imponendo, è il modello di affari che hanno i Pubblici Ministeri e l'ufficio del procuratore degli Stati Uniti, è qualcosa di molto tipico lì", dice l'esperto. Inoltre, aggiunge: "Non ha nulla a che fare con i nostri processi investigativi, la figura dell'informatore viola tutti i principi costituzionali, è un'altra delle chiavi della 'guerra sporca legalista'".
Trasfondo económico
Contesto economico
Por otro lado, Ontiveros señala que el trasfondo de la cuestión sería modificar el modelo de negocios regional: "A Odebrecht la han reemplazado otras empresas para la obra pública en Latinoamérica, que precisamente no son brasileras. Llegaron compañías de EE.UU. y Europa a ocupar esos lugares, que dicen que son transparentes y que no van a cometer esa clase de ilícitos, pero es una forma de colonialismo de la nueva era. Siempre está el dinero detrás de todo esto, no hay una vocación de hacer Justicia".
D'altra parte, Ontiveros sottolinea che lo sfondo del problema sarebbe quello di modificare il modello di affari: "Odebrecht è stata sostituita da altre società per lavori pubblici in America Latina, che non sono esattamente brasiliane." Arrivano aziende dagli Stati Uniti e dall'Europa per occupare quei posti, dicono di essere trasparenti e di non commettere quel tipo di illecito, ma è una forma di colonialismo della nuova era. C'è sempre il denaro dietro a tutto questo, non c'è vocazione di fare giustizia".
Para continuar con su explicación, el conjuez de la Corte Suprema de la Provincia de Buenos Aires (Argentina) repasa que en la mayoría de estos casos regionales "no tienen ni siquiera la trasabilidad del dinero y ni existen cuentas bancarias". Al mismo tiempo, opina: "Aparecen datos que no pueden ser corroborados en la realidad, pero sirven para el desprestigio de un político particular".
Per continuare con la sua spiegazione, la Corte Suprema della Provincia di Buenos Aires (Argentina) ha esaminato che nella maggior parte di questi casi regionali "non hanno nemmeno la tracciabilità del denaro e non ci sono conti bancari". Allo stesso tempo, dice: "I dati appaiono che non possono essere corroborati nella realtà, ma servono a screditare un particolare politico".
Al finalizar, califica: "El 'lawfare' es la visibilización de lo que no se hace, lo que no es. Se muestra un espíritu de Justicia y equidad social sobre la intervención del Poder Judicial en asuntos del Ejecutivo, y eso es mentira". Y concluye: "En Italia, la mafia asesinaba jueces, y lo mejor que salió de eso fue Berlusconi. En Brasil, lo mejor que salió de Moro fue Bolsonaro. El 'lawfare' no es nada bueno".
Alla fine, qualifica: "La "guerra sporca legalista" è la visibilizzazione di ciò che non viene fatto, di ciò che non è. Si mostra uno spirito di giustizia e di equità sociale nell'intervento del potere giudiziario in materia di esecutivo, e questa è una bugia". E conclude: "In Italia, la mafia assassinava giudici, e la cosa migliore che ne è uscita fu Berlusconi, in Brasile, il meglio che è venuto fuori da Moro è stato Bolsonaro, e la "guerra sporca legalista" non è niente di buono".
Pubblicato: 30 oct 2018 - Leandro Lutzky
actualidad.rt.com/actualidad/293949-bols...ministerio-justicia´

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05/11/2018 16:57 - 05/11/2018 20:17 #22147 da marocg
Risposta da marocg al topic Prossimo Pretesto
L'arma dei flussi migratori.
L'errore piu' comune del bersaglio preferito del Mainstream e' di non ricordare che c'e' una guerra.
Certo e' difficile da acce(r/t)tare perche' non esiste la cultura e la materia e' in continua evoluzione.
Gli effetti collaterali della globalizzazione fanno si che nessuno si puo' piu' "chiamare fuori" e/o pensare che la cosa non ci riguarda, perche' in qualche misura contribuiamo alla riuscita di strategie "sottili", e' la dura legge del profitto.
..."per quanto noi ci crediamo assolti, siamo per sempre coinvolti" ... (scusa Faber).
Le regole che ci costringono nei nostri recinti sono sempre piu' asfissianti e non danno tregua al desiderio di normalita' che ci attanaglia ogniqualvolta il dubbio ci sfiora.
Purtroppo i confini sono marc(hi)ati ovunque e i fenomeni spontanei sono rimasti nei libri di storia, ma sarebbe meglio dire nelle favole pre-scolari.
Il "miraggio" e' un piatto servito freddo, perche' e' fredda la mente che ha partorito questo strumento di guerra per ingolosire le nuove transumanze.
Le strategie cambiano a seconda degli obiettivi, in perfetta sintonia con la guerra non convenzionale, traccianti nella notte che precede la tempesta, preludio del cambio climatico (2025).
Riconoscere un piano internazionale per destabilizzare una nazione e' roba da complottisti malati, soprattutto se il bersaglio e' il dittatore Nicolás Maduro.
Che poi siano Stati democratici (come Colombia, Brasile, ecc.) a favorire flussi migratori dal Venezuela non insospettisce nessuno, date le condizioni economiche di riferimento.
E' troppo faticoso mentalmente associare l'embargo (sembra una parola vuota) che ha messo in ginocchio interi popoli, con questa strategia dell'immigrazione, facile pretesto per poi denunciare una crisi umanitaria?
E' troppo faticoso mentalmente associare l'embargo CRIMINALE alla crisi umanitaria!
Soprattutto il Brasile di Temer si e' prestato al giochino di "Paese dei balocchi" per attirare venezuelani disperati con false promesse di diritti umanitari, informazioni manipolate ad arte come sempre, per legittimare nuove alleanze militari in difesa di interessi poderosi, ora con Bolsonaro.
Il Governo di Maduro si e' reso conto di questa nuova trappola e ha attuato contromisure con un piano di rientro per i propri connazionali, tra l'assordante silenzio dei media.
Cosi' come riconoscere un piano internazionale per destabilizzare l'Europa (con l'Italia in primis) con il flusso migratorio causato dalle guerre in Medioriente, e' roba da complottisti malati, soprattutto se si deve attribuire agli Stati Uniti e alla coalizione (i nostri stessi governanti!), il ruolo di destabilizzatore.
P.S.: Per complottisti malati il riferimento e':
www.telesurtv.net/el-canal/senal-en-vivo
Ultima Modifica 05/11/2018 20:17 da marocg.

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07/11/2018 05:34 #22220 da marocg
Risposta da marocg al topic Prossimo Pretesto
Mohamed Konare: Africa for World
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L’AFRICA PUÒ RISORGERE - parla Mohamed Konare, leader del movimento Panafricanista
In Africa conflitti e saccheggi non hanno mai visto la fine. Mohamed Konare, Leader del nascente Movimento Panafricanista, sta guidando gli africani verso una mobilitazione mondiale che potrebbe stravolgere gli equilibri di un sistema che ci coninvolge tutti, come inconsapevoli carnefici.
In questa intervista, concessa in esclusiva a Byoblu, Konare racconta della sua terra, da troppo tempo martoriata, e di popoli e tradizioni che si perdono nella notte dei tempi.
Come e perchè i giovani africani si mettono in viaggio verso l'Europa?Quale è il complicato scenario politico e quali i meccanismi economici che incatenano il continente nero?
Per Byoblu, intervista a cura di Eugenio Miccoli.
Pubblicato il 4 ago 2018 - byoblu
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Perché dovreste guardare la nuova intervista a Konare - Claudio Messora
Alle 21:15 di martedì 6 novembre è andata in onda sul canale Youtube Byoblu: "COME LA FRANCIA PIEGA L'AFRICA CON IL FRANCO CFA", con la partecipazione diretta di Mohamed Konare nella live chat del video.
Guarda la registrazione e diffondila
Pubblicato il 6 nov 2018 - byoblu
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La verità sul colonialismo francese in Africa come non l'avete mai sentita. Come Parigi controlla gli africani con il Franco CFA, con le banche centrali, con il commissariamento dei governi e con l'eliminazione fisica dei dissidenti. Un video che dovreste affrettarvi a vedere, prima che sia troppo tardi. Stasera, alle 21.15. Un'esclusiva Byoblu.
Pubblicato il 6 nov 2018 - byoblu Trasmesso in anteprima 5 ore fa
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P.S.: Mohamed Konare: Africa for World
Ricordo i tempi "rock" di USA FOR Africa .
Passata la sbornia, ho sorriso per la versione di Teo Mammuccari .
Fino a poche ore fa non sapevo dell'esistenza di Mohamed Konare, quindi mi immagino le sue difficolta' per divulgare queste informazioni.
Cosi' come pensavo che ci vorrebbero 10-100-1000 Thomas Sankara, penso ora lo stesso per Mohamed Konare.
Nella disgrazia per l'Italia dovuta al problema migratorio, e' una fortuna (oltre che un onore) conoscere una persona di questo "spessore" che possa farci capire importanti realta' occultate.
Aiutandolo a sopravvivere ci fara' aprire gli occhi per conoscere meglio noi stessi (i nostri padri colonizzatori) e i cugini d'oltralpe.
Messora dice: "Guarda la registrazione e diffondila".
Credo che si farebbe un buon servizio alla causa africana se si potesse fare una divulgazione "integrata" con supporti (tipo spezzoni video d'epoca), organizzati per i punti piu' importanti, multilingue,
perche' storie come queste sono un grido di dolore per il mondo intero.

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14/11/2018 04:26 #22485 da marocg
Risposta da marocg al topic Prossimo Pretesto
L'ombelico del mondo.
L'attinia del paguro mi fa pensare che forse, l'ombelico del mondo e' Gerusalemme, ancora prima dell'annuncio ( e dei commenti ... ) di Trump di spostare l'ambasciata americana in Israele da Tel Aviv.
Tutto ruota intorno a Israele, alla sua accecata furia nel vedere nemici dappertutto, in perfetta simbiosi mutualistica con il paguro U.S.A..
Cosi' come si vogliono convincere i cerebrolesi che Afghanistan e Venezuela rappresentano una minaccia per gli Stati Uniti (?!), cosi' per Netanyahu e "fedeli", Palestina e Iran rappresentano una minaccia per Israele (?!).
Giova ricordare : Risoluzioni ONU violate da Israele dal 1947 al 2004 e oltre....
Giova ricordare quale fu il primo Paese ad essere visitato da Trump.
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"Nel 2019, secondo una richiesta del Presidente Trump, inclusa nel bilancio dell’anno fiscale, Israele potrebbe ricevere un aumento del finanziamento annuale fornito dagli Stati Uniti. Tale aumento ammonterebbe a duecento milioni di dollari, per un totale di 3,3 miliardi. Tuttavia, la richiesta del budget in questione richiede l’approvazione del Congresso prima di essere finalizzata.
Risale alla fine del mandato del presidente Barack Obama, il memorandum d’intesa di 10 anni da 38 miliardi di dollari firmato tra Israele e Stati Uniti e di cui i 3,3 miliardi del 2019 sono una parte.
I fondi aggiuntivi investiti vengono ripartiti per fornire “assistenza atta a rafforzare la capacità di Israele di difendersi e mantenere il proprio vantaggio qualitativo in campo militare”.”.
ofcs.report/internazionale/stati-uniti-t...a-difesa-di-israele/
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"Senato Usa approva fondi su Iron Dome
Il Senato degli Stati Uniti approva all'unanimità risorse aggiuntive per finanziare il sistema missilistico difensivo di Israele. Messi a disposizione per Iron Dome 225 milioni di dollari".

Pubblicato il 2 ago 2014
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Israel publica un presunto video sobre su ataque al principal canal televisivo de Gaza
Israele pubblica un presunto video sul suo attacco al canale televisivo principale di Gaza
La Fuerzas de Defensa de Israel han publicado un video grabado desde el aire que mostraría la destrucción de la sede de Al Aqsa TV, el principal canal de televisión de Gaza.
Le Forze di Difesa Israeliane hanno pubblicato un video registrato "in rete" che mostrerebbe la distruzione del quartier generale di Al Aqsa TV, il principale canale televisivo di Gaza.
Esa ofensiva, que el movimiento palestino Hamás ha condenado como "una agresión flagrante contra el periodismo y las voces libres que se dedican a informar acerca de la realidad", formó parte de los ataques aéreos que la aviación israelí comenzó el pasado 11 de noviembre.
Quell'offensiva, che il movimento palestinese di Hamas ha condannato come "un'aggressione flagrante contro il giornalismo e le voci libere dedicate a denunciare la realtà", faceva parte degli attacchi aerei che l'aviazione israeliana aveva iniziato l'11 novembre.
Pubblicato: 13 nov 2018
actualidad.rt.com/actualidad/295523-isra...anal-television-gaza
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P.S.: Craxi e l'OLP: " La lotta armata dei palestinesi è legittima "
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Giova ricordare : Giulietto Chiesa: "Come previsto, Stati Uniti e Israele riaprono la guerra in Siria."
Giova inoltre non dimenticare l'ossessione di Israele, la presunta minaccia del suo nemico numero uno, l'Iran:
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Israele ringrazia gli USA per aver sostenuto pubblicamente il suo "diritto" di attaccare le forze filo-iraniane in Siria
"Israele non permetterà mai all'Iran e ai suoi rappresentanti terroristi in Siria e in Libano di mettere in pericolo il popolo e la sovranità di Israele", ha scritto mercoledì scorso sul suo account Twitter il direttore generale del ministero degli Esteri israeliano, Yuval Rotem.
"Israele, come tutte le nazioni, ha il diritto di difendere la propria sovranità, il che significa che continueremo a difendere il suo diritto di attaccare le milizie sostenute dall'Iran in Siria finché la minaccia esiste", aveva affermato Pompeo.
Notizia del: 12/10/2018
www.lantidiplomatico.it/dettnews-israele...e_in_siria/82_25700/
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P.P.S.: L'ombelico del mondo .

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17/11/2018 04:37 - 17/11/2018 04:55 #22620 da marocg
Risposta da marocg al topic Prossimo Pretesto
Vecchie e nuove "telecamere".
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Betlemme, una pizza avvelenata. Storie dalla Palestina occupata
"... I nemici in casa a volte sono sciocchi e basta una croce, una maglietta appena un po' scollata e quattro, proprio quattro parole di arabo perché si manifestino".
"... L'uomo non si scompone, scherza, dice che ha una bisnonna italiana ma non si ricorda di dove e comincia a parlarci, in un inglese peggiore del mio che è tutto dire ma ci capiamo, ci parla della sua attività commerciale e della sua vita a Betlemme.
Questo signore, finalmente, guardandosi intorno e vedendo che a tiro di voce siamo solo noi tre, ci confessa che lui "quelli" cioè i palestinesi musulmani, non li sopporta. Ci dice che si trova molto meglio con gli "altri".
Chi sono gli altri? è chiaro, sono gli occupanti!
Dunque il signore dice che lui fa affari con gli israeliani e che gli israeliani sono il suo mito. E per la verità usa più spesso il termine ebrei che non il termine israeliani, riferendosi comunque agli israeliani ebrei.
Allora chiedo cos'è che gli fa vedere gli israeliani come amici dopo tutto quello che fanno al suo (suo?) popolo? Ma lui non risponde alla mia domanda e invece mi mostra ciò che gli israeliani gli hanno dato: un documentino a sfondo rosa, con la sua foto e le scritte in ebraico, una specie di patente in formato elettronico e dice che con quello lui va ovunque, a Gerusalemme, a Tel Aviv, ovunque, perché lui è amico degli israeliani e loro ricompensano la sua amicizia con quel prezioso documento.
FORSE L'OCCUPAZIONE SI MANTIENE E MANTIENE LA SUA FEROCIA IMPUNITA anche grazie a questi personaggi. Lui è più sciocco, o più arrogante di altri nella sua sicurezza e quindi ha dimenticato la prudenza, esponendosi così per mostrarsi importante.
Eccolo il nemico in casa, eccolo! un ristoratore che ha anche negozi di souvenir ed altre attività commerciali e che, in nome del lurido denaro, quello che per il Cristo che porta al collo sarebbe solo lo sterco del demonio, si vende all'oppressore del suo popolo".
"... E voglio anche ricordare che tra poche ore nella Striscia di Gaza assediata si profila un'altra mattanza, e che intanto a Tel Aviv si manifesta a favore del nazista Lieberman che propone la soluzione finale per i palestinesi, e che arresti arbitrari e violenze di ogni genere in tante parti della Cisgiordania sono routine, mentre questo collaborazionista fa i soldi con gli assassini sionisti".
Betlemme, 15 novembre 2018 - Patrizia Cecconi
www.lantidiplomatico.it/dettnews-betlemm...a_occupata/82_26091/
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P.S.: Vecchie e nuove "telecamere".
Detto delle ... "vecchie", ho trovato in rete la versione globale, le nuove "Cámaras" ALPR (Automatic Licence Plate Recognition).
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"Las Cámaras ALPR, la Última Frontera de Control Social
Le camere dell'ALPR, l'ultima frontiera del controllo sociale
Nuestras calles y carreteras, se están llenado en todo el Mundo de unas sospechosas cámaras denominadas ALPR, su objetivo es vigilarle y saquearle, prepárese para esta perniciosa tecnología de vanguardia que nuestros gobiernos están adoptando a toda prisa.
Le nostre strade e autostrade, si stanno riempiendo in tutto il mondo con telecamere sospette chiamate ALPR, il cui obiettivo è quello di vigilarti e saccheggiarti, preparati per questa perniciosa tecnologia all'avanguardia che i nostri governi stanno adottando in tutta fretta.
Pubblicato il 13 nov 2018 - Mundo Desconocido
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Grazie a Patrizia Cecconi e JL (Jose Luis Camacho Espina).
Ultima Modifica 17/11/2018 04:55 da marocg.

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25/11/2018 07:40 #22758 da marocg
Risposta da marocg al topic Prossimo Pretesto
E' la somma che fa il totale.
L'elezione di Trump ha confermato che i partiti tradizionali sono in grande difficolta' nell'esprimere candidati credibili nelle alternanze alla guida politica del Paese.
Esattamente come successo da noi, dove "i populisti" hanno superato gli schieramenti che facevano riferimento a destra e sinistra dell'arco costituzionale.
La discesa nel campo repubblicano da parte di Trump ha permesso l'estensione addizionale alle illusioni di cambiamenti colorati dai democratici "yes we can".
Esattamente come allora, l'immancabile assicurazione di continuita' nel ruolo di potenza dominante, soprattutto in campo militare, come comprovato dai mega investimenti per la propria "difesa" (dall'immancabile dittatore di turno).
Esattamente come allora, la stessa musica, direbbe Morandi (Gianni), la stessa nota: RA-TA-TA-TA.
Quindi il prossimo pretesto non presenta variazioni nelle previsioni, solo riproposizioni di strategie collaudate, in attesa di "liberare" il proprio arsenale bellico, per mangiarsi il prossimo "bignè'".
Per l'ennesima volta, toccherebbe agli americani presentare il conto:
...
"Quant'e'?"
"Si accomodi alla cassa".
...
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L’Arte della Guerra – Dal 1945 ad oggi 20-30 milioni gli uccisi dagli Usa.
Nel riassunto del suo ultimo documento strategico – 2018 National Defense Strategy of the United States of America (il cui testo integrale è segretato) – il Pentagono sostiene che «dopo la Seconda guerra mondiale gli Stati uniti e i loro alleati hanno instaurato un ordine internazionale libero e aperto per salvaguardare la libertà e i popoli dalla aggressione e coercizione», ma che «tale ordine viene ora minato dall’interno da Russia e Cina, le quali violano i principi e le regole dei rapporti internazionali».
Pubblicato il 21 nov 2018 - PandoraTV
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Gli Stati Uniti hanno speso 5,9 trilioni di dollari per le guerre in Medio Oriente e Asia dal 2001.
Il rapporto, del Watson Institute of International e Public Affairs della Brown University, rileva inoltre che oltre 480.000 persone sono morte come conseguenza diretta dei combattimenti. Oltre 244.000 civili sono stati uccisi. Altre 10 milioni di persone sono state sfollate a causa della violenza imperialista degli Stati Uniti.
Oltre ai soldi spesi dal Pentagono, Crawford sostiene che la relazione individua "la spesa legata alla guerra da parte del Dipartimento di Stato, la spesa per le cure dei veterani di guerra, l'interesse sul debito contratto per pagare le guerre, e la prevenzione e risposta al terrorismo da parte del Dipartimento per la Sicurezza Interna".
Notizia del: 23/11/2018 - Fonte: cnbc.com
www.lantidiplomatico.it/dettnews-gli_sta...a_dal_2001/82_26179/
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Quando le bombe cadevano come la pioggia e le bombe inesplose.
Obama ha descritto il Laos come la nazione al mondo più bombardata nella storia con una media di otto bombe ogni minuto durante la guerra del Vietnam tra il 1964 e il 1973, una quantità di bombe che supera tutte quelle usate durante la II guerra mondiale.
Gli USA fecero 580344 missioni sul Laos lanciando 260 milioni di bombe, che colpivano obiettivi nel nord e nel meridione per provare ad isolare le forze del Vietnam del Nord.
Gran parte di quanto sganciato era costituito da bombe a grappolo contro le persone e si stima che il 30% di quanto lanciato non sia scoppiato.
La commissione per il Monitoraggio delle mine e delle Munizioni a grappolo in Laos stima che dal 1964 siano state colpite circa 50 mila persone per gli ordigni lanciati dal cielo e che 29 mila siano i morti e 21 mila i feriti. La grande maggioranza sono civili.
Notizia del: 7 Settembre 2016
terresottovento.altervista.org/?p=14464
...
Bombe inesplose, un pericolo sulle spiagge pugliesi.
Nel 2017 i nuclei Sminamento difesa antimezzi insidiosi della Marina militare, hanno rimosso circa 22mila residuati bellici tra mare, laghi e fiumi. E nella prima metà di quest’anno sono già oltre diecimila»
Notizia del: 29 Giugno 2018
www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bar...piagge-pugliesi.html
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Mine antiuomo, la violenza subdola e ignorata che uccide 6.400 persone ogni anno.
Ogni anno muoiono migliaia di persone. Yemen, Siria, Ucraina, Afghanistan i paesi più colpiti. Il 92% delle vittime sono i civili.
Mine antiuomo: uccidono oltre 6400 persone l’anno.
Afghanistan: 45.000 persone hanno perso almeno un arto.
Notizia del: 04 aprile 2017 - MARTA RIZZO
www.repubblica.it/solidarieta/emergenza/..._ignorata-162163416/
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P.S.: Hiroshima e Nagasaki (Agosto 1945) .
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I grandi complotti della storia recente americana.
Alcune delle più famose e fondate ipotesi di complotto della storia americana e non solo...
- La storia è diversa dalle versioni ufficiali,chi controlla il passato, controlla il futuro.
- La vera faccia dell'America: i test nucleari segreti, il progetto MK-ultra, gli esperimenti e gli altri sporchi giochi della C.I.A.
- La storia segreta della C.I.A. I suoi legami col nazismo e la mafia. I complotti tesi a sopprimere sul nascere e occultare nuove tecnologie rivoluzionarie.
- L'epilogo della battaglia dell'inventore Newman contro chi vuol negare al mondo tecnologie rivoluzionarie a costo zero.
Pubblicato il 8 dic 2015
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P.P.S.: E' la somma che fa il totale .

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27/11/2018 03:33 - 27/11/2018 03:53 #22788 da marocg
Risposta da marocg al topic Prossimo Pretesto
Ci prendono per il naso.
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Ucraina, l'ennesima farsa di Poroshenko: il casus belli di Kerch per annullare le elezioni del marzo prossimo.
Il disastro economico dell'Ucraina si fa ogni giorno più grave così come l'impopolarità di Poroshenko, che sa benissimo di non poter vincere le prossime elezioni presidenziali previste per marzo. Cercando di distrarre milioni di ucraini ridotti al freddo e alla fame, Poroshenko ha deliberatamente messo in scena il casus belli di Kerch: il presidente ucraino ha immediatamente firmato un decreto per l'istituzione della legge marziale, decreto che attende ora la ratifica parlamentare.
Pur avendo chiamato alla mobilitazione generale, Poroshenko si è affrettato a specificare di non voler la guerra con Mosca. Tuttavia, se il decreto da lui firmato sarà ratificato dal parlamento, Poroshenko avrà la possibilità di sigillare le frontiere, di censurare completamente i media, di istituire il coprifuoco, di liquidare ogni compagine politica a lui potenzialmente ostile e di sospendere le elezioni.
Notizia del: 26/11/2018 - Maurizio Vezzosi
www.lantidiplomatico.it/dettnews-ucraina...o_prossimo/11_26201/
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P.S.: Ci prendono per il naso.
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La crisi della libertà di stampa in Usa dopo l’ 11 settembre.
Notizia del: 21 giugno 2013 - Filippo Benetti (tesi di laurea)
www.lsdi.it/2013/la-crisi-della-liberta-...dopo-l-11-settembre/
...
Appena dopo l'inside job dell'11S, mi immagino l'ignaro popolo statunitense con il nasino all'insu' per scrutare il pericolo di una incursione aerea, conseguenza del bombardamento mediatico.
L'apripista Bush, campione delle restrizioni delle liberta' residue, ha terrorizzato i popoli di mezzo mondo con la pretesa di difendere gli U.S.A. da una "war on terror" che identificava via via i veri obiettivi di questo inganno globale.
La sua rielezione, dove "il tema dominante della campagna elettorale fu la politica estera, in particolare la guerra al terrorismo e la guerra d'Iraq", fu una formalita', il popolo abbasso' la testa, pur non avendo capito.
In realta' avrebbe dovuto abbassarla un po' di piu' (la testa) per identificare in basso la venuta dei pericoli (o provenienza di alcuni soggetti), tra le pieghe urbane sotterranee, "per raccogliere e smaltire lontano da insediamenti civili e/o produttivi le acque superficiali".
Chi invece non ha faticato a capire la lezione dell'apripista e' Poroshenko, persino la O.N.U. ha dovuto riconoscere la legittimita' della sua manovra, "yes man" a corollario, non c'e' pericolo per il torcicollo.
Ultima Modifica 27/11/2018 03:53 da marocg.

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01/12/2018 05:30 #22876 da marocg
Risposta da marocg al topic Prossimo Pretesto
Per 15 miliardi di dollari.
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Jamal Khashoggi, “un terribile errore”
Prima di tutto il reale motivo di questo assassinio.
In altri termini, come mai un Paese si è assunto il rischio di organizzare un sanguinoso crimine in un proprio consolato in un altro Stato per un semplice giornalista se pur critico del regime?
Ebbene Jamal Khashoggi, secondo fonti a lui vicine, stava indagando sull’uso di armi chimiche da parte dell’Arabia Saudita in Yemen.
Ahi ahi, questa è una tessera fondamentale del nostro puzzle.
Citando un suo amico, il tabloid britannico Sunday Express ha rivelato che Khashoggi stava per ottenere “prove documentali” per dimostrare l’uso di armi chimiche in Yemen.
Ma come, gli USA hanno annientato l’Iraq per il sospetto – rivelatosi poi una montatura – di armi chimiche, hanno sparato varie decine di missili Cruise contro la Siria per lo stesso sospetto – rivelatosi poi una montatura – e ora, se il loro alleato saudita le usa si girano dall’altra parte?
Una lectio magistralis di double standard, o doppia morale.
“L’ho incontrato una settimana prima della sua morte. Era infelice e preoccupato”, ha detto un accademico mediorientale che non desidera essere nominato. “Quando gli ho chiesto perché era preoccupato, non voleva rispondere, ma alla fine mi ha detto che stava ottenendo la prova che l’Arabia Saudita aveva usato armi chimiche”.
...
Ma c’è ancora dell’altro.
Come ho avuto modo di accennare nel mio precedente articolo, Jamal Khashoggi non era uno stinco di santo ed aveva forti legami con la CIA e con il Deep State; considerando le sue connessioni passate e presenti con la CIA e i legami della sua famiglia con Lockheed Martin e con l’establishment politico statunitense, non è del tutto peregrina l’ipotesi che la scomparsa di Khashoggi sia stata sfruttata dall’alleato a stelle e strisce per fare pressione sul governo saudita in seguito alla decisione di Riyadh di rinunciare al piano di acquisto del sistema THAAD di Lockheed.
Insomma è lecito supporre che l’omicidio di Khashoggi sia stato utilizzato dagli Stati Uniti per ragioni che hanno più a che fare con il complesso militar-industriale statunitense e con ragioni economiche, piuttosto che con la situazione dei diritti umani del Regno.
Sappiamo che c’era una scadenza del 30 Settembre per l’Arabia Saudita che si era impegnata ad acquistare 15 miliardi di dollari di prodotti da Lockheed Martin, principalmente il sistema di difesa aerea THAAD, che faceva parte di un più ampio accordo sulle armi che il presidente Trump ha promosso per oltre un anno – un affare da 110 miliardi di dollari di armi. È noto che Trump ha fatto della vendita di armi la pietra miliare della sua politica estera.
Ma ad un certo punto viene fuori che l’accordo non è ancora stato siglato. Ci sono delle lettere di intenti, certo, lettere di interesse che i Sauditi hanno inviato agli Stati Uniti e ai fabbricanti di armi statunitensi per quanto riguarda gli armamenti che avrebbero pianificato di acquistare in futuro. Tuttavia i Sauditi non hanno realmente ancora dato seguito alle loro precedenti lettere di intenti, in particolare nel caso di questo acquisto previsto di 15 miliardi, anzi, avevano accennato al fatto che avevano in programma di acquistare il sistema S-400 dalla Russia.
Apriti cielo!
Guarda caso tutti i Paesi che hanno in animo di acquistare il sistema antimissile russo più efficace ed economico di quello statunitense sono ora sotto schiaffo da parte dell’amministrazione USA: Turchia, India, Qatar, Cina e, appunto, Arabia Saudita.
Quella scadenza abbiamo visto essere il 30 Settembre, e cioè due giorni prima che Jamal Khashoggi entrasse nel consolato per non uscirne vivo.
Dei tempi piuttosto sospetti, non trovate?
Sarà pure che a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca…”
Notizia del: 29/11/2018 - Da Maschera e volto del potere, di Piero Cammerinesi.
byebyeunclesam.wordpress.com/2018/11/29/...un-terribile-errore/
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L'Arabia Saudita acquisterà i sistemi anti-missile THAAD dagli USA per 15 miliardi di dollari
Secondo questo nuovo accordo, gli Stati Uniti consegneranno all'Arabia Saudita 44 sistemi di difesa THAAD della società Lockheed Martin, ha informato ieri un portavoce del Dipartimento di Stato nordamericano, secondo quanto riferito oggi dall'agenzia britannica Reuters.
Il portavoce ha spiegato che l'accordo è stato raggiunto dopo le pressioni dell'amministrazione statunitense, che ha incluso una telefonata tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il re saudita Salman bin Abdulaziz Al Saud.
Come riportato da Reuters lo scorso ottobre, citando un funzionario saudita, Trump e il monarca del paese arabo avevano discusso la questione lo scorso settembre. La fonte ha detto che l'accordo sarà firmato entro la fine di quest'anno.
Con questo accordo che Washington e Riad stavano negoziando dal dicembre 2016, si cerca di sostenere l'Arabia Saudita di fronte a quelli che i funzionari degli Stati Uniti hanno definito la "crescente minaccia dei missili balistici da parte dell'Iran".
Washington continua a vendere armi a Riad, che le utilizza nella campagna di aggressione contro lo Yemen guidato dal marzo 2015. La situazione critica dei diritti umani e l'allarmante numero di morti tra i civili yemeniti seguenti agli attacchi di Riad e i suoi alleati arabi sono sempre stati largamente disapprovati da coloro che si oppongono alla vendita di armi americane alla famiglia reale degli Al- Saud.
Notizia del: 29/11/2018 - Fonte: Reuters
www.lantidiplomatico.it/dettnews-larabia...di_dollari/82_26249/
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P.S.: Per 15 miliardi di dollari.
Questa e' la cifra dell'accordo USA-Arabia Saudita, previsto dal 30 Settembre 2018.
Non c'e' dubbio che "Washington" ha saputo giocare la carta Khashoggi a proprio favore, se Riad ha accettato le condizioni americane ritenendole migliori del sistema S-400 dei russi!
A Putin (e forse anche a Erdogan), non resta che fare buon viso a "cattivo gioco" nel vertice del G20 .

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05/12/2018 22:26 #23097 da marocg
Risposta da marocg al topic Prossimo Pretesto
Non gioco più.
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LA RUSSIA NON “SCHERZA” PIÙ CON L’OCCIDENTE: SI PREPARA ALLA GUERRA
4 dicembre 2018 - di Luciano Lago
L’impressione che si ricava dagli ultimi avvenimenti, in particolare dall’episodio accaduto nelle acque del Mar Nero fra le navi ucraine e quelle russe, è quella di un clima decisamente mutato nelle relazioni fra Russia e Occidente (USA-NATO-UE) e diventato di aperta ostilità e predisposizione al conflitto, costi quello che costi.
Questa impressione si deduce anche dai mutati atteggiamente dei massimi responsabili dei settori militari della Russia e, in particolare, dalle dure dichiarazioni del Ministro della Difesa, Sergej Shoigu, come da quelle del capo di Stato Maggiore Generale, Valery Gerasimov, che di fatto hanno oscurato lo stesso presidente Vladimir Putin che non è apparso sulla scena ed è rimasto in silenzio per circa tre giorni, dopo l’incidente nel Mar Nero.
Quando Putin è apparso ed ha fatto le sue dichiarazioni, gli osservatori hanno notato che, per la prima volta, Putin ha abbandonato i toni concilianti e di comprensione ed ha assunto una postura più dura e decisa: C’è stata un’“invasione”, ha detto Putin a una conferenza a Mosca, delle “acque territoriali russe”. Questa è stata ideata dal presidente ucraino Petro Poroshenko per aumentare le sue prospettive elettorali presidenziali per le elezioni interne e “per vendere sentimenti anti-russi” agli Stati Uniti e all’Unione Europea. Alla fine Putin ha concluso le sue dichiarazioni con una battuta sarcastica: “Se [gli ucraini] vogliono bambini per colazione, probabilmente li avranno”.
Il senso è quello di dire, qualunque cosa accada, per l’Occidente il colpevole è sempre la Russia, questo il caso dell’Ucraina, uno stato fallito in mano ad una junta neonazista che ha adottato lo stato di emergenza e che per la UE e gli USA ha sempre ragione. Il doppio standard di giudizio dell’Occidente si applica in questa crisi con il silenzio della UE e di Washington quando gli ucraini avevano sequestrato le navi da pesca russe nel mar di Azov, così come con l’assenso a tutte le provocazioni dell’Esercito ucraino fatte in violazione degli acccordi di Minsk. Non contano per l’Occidente le aperte incitazioni di autorità politiche ucraine a minare e far saltare il ponte realizzato in Crimea.
La Russia ha il diritto di difendersi e lo farà abbandonando la predisposizione alla diplomazia e al ricorso al diritto internazionale, sistemi che, con l’America di Trump, non contano nulla, vista la sua condotta volta a stracciare qualsiasi trattato già sottoscritto ed a calpestare ogni interesse altrui nel principio sbandierato del primatismo americano (“America the First”).
In Occidente prevale comunque l’isteria anti russa con la punta massima del Regno Unito che è arrivato ad affermare che la Russia è “una minaccia peggiore dell’ISIS“. Cosa si può rispondere ad affermazioni di questo tipo se non con la legge della forza.
Il dialogo con l’Ucraina e con l’Occidente ormai è chiuso. Avete voluto un clima di preguerra con gli schieramenti di truppe, di basi Nato e di missili sotto le frontiere russe, con la ulteriore provocazione di voler portare una flotta Nato nelle acque del mar di Azov, sembrano dire i responsabili russi. Bene adesso avrete quello che avete cercato fino ad oggi.
Finalmente la Russia sembra aver capito la reale natura di Washington e del gruppo di potere dei neocon che dirige la politica USA e ne decide le azioni. Sembra ormai chiaro che questi vogliono lo scontro con la Russia e magari il suo lento logoramento in conflitti regionali. Soltanto la regola della forza può far capire alla dirigenza di Washington che le conseguenze della politica bellicistica possono andare oltre i loro obiettivi e diventare un boomerang per l’America. Il messaggio bisogna farlo arrivare ai responsabili del mastodontico apparato militare/industriale USA che necessita di nuove guerre per alimentarsi.
I colpi sparati dalle navi dalle navi del FSB russo contro le imbarcazioni ucraine hanno un significato anche simbolico e dimostrano che si è rotto l’incantesimo del dialogo e della diplomazia, l’orso russo è uscito dal letargo e torna a far sentire il suo ruggito.
L’Occidente non può più pensare di calpestare gli interessi della Russia e rimanere impunito. Fine dei giochi.
www.controinformazione.info/la-russia-no...prepara-alla-guerra/
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Il Presidente Putin - documentario
Documentario sul Presidente Putin realizzato dall'emittente russa Rossiya1 - Versione italiana curata dai giornalisti Alessandro Banfi e Carlo Gorla
Pubblicato il 17 dic 2015
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P.S.: Il Presidente della Russia, Vladimir Putin e' all'ultimo mandato per sua stessa ammissione.
Ha ereditato il comando di una "missione impossibile" da un "ultimo colpo di coda" di Eltsin, forse nessuno si poteva aspettare che avrebbe visto di persona i risultati che ha contribuito a conseguire.
Si e' preso la storia, la violenta campagna mediatica antirussa degli ultimi anni lo incorona.
Non metterei la mia mano sul fuoco per nessuno, neppure per me stesso, pero' Putin mi sembra una delle persone piu' oneste tra i politici in circolazione.
E' una persona di fede e che ha valori importanti con i quali ha contribuito a sollevare il suo popolo, da quando ne e' alla guida, dopo lo sfascio dell'U.R.S.S. per il quale "gli U.S.A." hanno avuto un ruolo determinante.
(Sono convinto che George H.W. Bush senior ha orchestrato il colpo di Stato, indolore rapportato all'importanza del fatto, che ha portato al potere Eltsin e che ha permesso le "scorribande" del ventennio successivo degli yankees).
Allenato alla disciplina e alla fedelta', ha dovuto fare i conti con i "pesi massimi" della politica mondiale gia' schierati negli organigrammi delle alleanze quasi mai dichiarate nelle vere finalita'.
Per i comuni mortali, il contatto con i "camaleonti" a volte provoca un cortocircuito, da superare con la ricerca di equilibri, processi individuali dove a volte e' necessario rimettere in discussione parte delle proprie convinzioni.
Immagino la difficolta' per una figura pubblica, maggiori per un politico e per una carica istituzionale come quella ricoperta da Putin, co-protagonista nella fase post guerra fredda (e senza dubbio Putin ha cercato spesso di favorire i processi di pace, a cominciare dalla richiesta di adesione alla NATO).
Nella coscienza della "missione impossibile" questa fase (il cortocircuito), inevitabilmente, deve essere plasmata non potendola esternare per proteggere interessi piu' vasti, in attesa di probabilita' migliori ...
Ogni tanto mi diverto a rivedere dei film, pur sapendo che scopriro' nuove cose, finisco sempre per sorprendermi nel relazionare le informazioni con altre acquisite successivamente.
Mi chiedo se Putin, rivedendo alcune immagini della sua vita, tipo gli incontri con George w. Bush junior oppure con Tony Blair, abbia avuto la mia stessa impressione ..., col senno di poi e con altre informazioni acquisite successivamente, tipo la provetta di Colin Powell e le guerre successive in M.O..
Mi chiedo inoltre se l'attesa di probabilita' migliori a cui accennavo, e' arrivata a maturazione per la consapevolezza della forza del proprio esercito, ora alleato strategicamente con la nuova potenza emergente, la Cina di Xi Jinping.
...
P.P.S.: Non gioco più.

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08/12/2018 08:33 - 08/12/2018 08:41 #23252 da marocg
Risposta da marocg al topic Prossimo Pretesto
Il Totalitarismo rovesciato.
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Giulietto Chiesa: “Il mondo intero è suddito degli USA?”
Dopo l’arresto di Meng Wanzhou (direttrice finanziaria della Huawei, a Vancouver, su richiesta americana)
Pubblicato il 7 dic 2018 - PandoraTV
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P.S.: Il Totalitarismo rovesciato (0:48) .
...
Il Totalitarismo rovesciato e la politica estera (37:18).
Pubblicato il 25 giu 2015 - Solange Manfredi
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P.P.S.: Intanto vorrei condividere nel thread questa ricostruzione degli eventi in Iraq e anche l'episodio/pretesto della guerra nella ex Yugoslavia.
Ho trovato interessante l'intera playlist, 9 video di questo argomento, il totalitarismo rovesciato:
www.youtube.com/playlist?list=PLpT0MghFO...C_QgokB9rKM7amqhxncp
Si puo' tentare di capire gli avvenimenti, solo se si viene informati adeguatamente dei meccanismi del potere e il racconto dei fatti da persone competenti e obiettive, sempre piu' rare.
La verita', quando viene a galla, e' quasi sempre troppo tardi, purtroppo, perche' le fonti ufficiali sono strumenti del potere economico che impone le proprie regole senza preoccuparsi delle persone e dei loro problemi.
C'e' solo la logica del profitto, il resto sono dettagli che tengono occupati quasi sempre "gli altri".
Ultima Modifica 08/12/2018 08:41 da marocg.

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15/12/2018 00:50 #23553 da marocg
Risposta da marocg al topic Prossimo Pretesto
"Aisis" Isis.
Year: 1976, Artist: Bob Dylan, Album: Desire, Track: 2, Song : Isis.
In quegli anni (e anche un po' piu' tardi) ero un "patito" di Dylan, avevo tutti gli L.P. e per qualche tempo "Desire" e' stato il mio album preferito.
La traccia numero 7, Romance In Durango, l'ho ascoltata fino alla nausea, forse perche' incisa anche dal grande Fabrizio De André nell'album Rimini del 1978 (Avventura a Durango).
Curiosamente fu la prima canzone dell'album, Hurricane (la vicenda del pugile Rubin Carter, terzo posto nel ranking degli sfidanti al titolo dei pesi medi), a riscuotere successo a livello internazionale.
Nella cronaca del menestrello del rock, l’espressione "Oh My God (, they killed them all!)" non poteva di certo prevedere l'evoluzione estremista di “Allahu akbar” (che suggerisce il colpevole attraverso la rivendicazione).
Curiosamente piu' tardi, con la diffusione mediatica di "videomessaggi" Katz, quasi esclusivamente associati all’estremismo islamico, il nome Isis mi ricordava qualcosa che non riuscivo ad associare immediatamente, forse per via della pronuncia inglese.
Non che la traccia 2 sia particolarmente interessante per l'argomento, proprio per questo come un invito a desistere, noto la mancanza di indagini approfondite sulle responsabilita' di questa organizzazione eversiva.
Curiosamente, dopo "certi" fatti di cronaca, si attivano procedure con tecniche consolidate (es. ritrovamento di documenti in "loco") e l'immancabile rivendicazione (es. Isis) che scandisce la fine della vicenda.
Dovrebbe essere l'inizio delle indagini, invece ci si interroga sul significato delle espressioni, sulla correttezza delle traduzioni, sul senso delle religioni e allargato a una serie di immagini, suoni, sapori e sensazioni, e all’uso politico di Allahu akbar.
Dopo l'ennesima rivendicazione: Strasburgo, il killer è stato ucciso in un blitz delle forze speciali - LʼIsis rivendica: "Era un nostro soldato" .
"E' un soldato dello Stato islamico" che ha risposto alla richiesta di "colpire obiettivi della coalizione.
La pista di un attentato di matrice islamica era stata paventata dopo la testimonianza resa dal tassista costretto a trasportare Chekatt dal luogo dell'attentato fino a Neudorf. L'uomo aveva infatti raccontato che il killer aveva detto di aver ucciso per "vendicare i fratelli morti in Siria
"."
Non ho motivo di dubitare della bonta' della rivendicazione, visto che e' accettata senza problemi senza contestazioni.
Poi la guerra in Siria ha evidenziato i contrasti tra il dire e il fare nel combattere l'Isis, checché ne dica Rita Katz, la donna che dà la caccia ai terroristi attraverso il suo sito "Site".
Curiosamente, dopo che la "vittima sacrificale" e' stata data in pasto rapidamente alla pubblica opinione, con la parola magica Isis (ma anche Al-Qaeda o altro), cala il sipario.
P.S.: "Aisis" Dylan Isis Live 1976 .

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24/12/2018 15:26 - 24/12/2018 15:36 #23881 da marocg
Risposta da marocg al topic Prossimo Pretesto
La coalizione a guida automatica.
Trump annuncia con un twit che si ritira dalla Siria.
Trump annuncia con un twit che si ritira dalla Afghanistan.
Dalle risposte degli alleati, tramite mainstream, sembra che si sia consultato piu' con Tesla che con i principali capi di governo tradizionalmente coalizzati.
La preoccupazione di perdere il capo alla "Testa" della coalizione a guida U.S.A. non e' una notizia che si puo' ricondurre al solo cambio di una consonante.
Non che sia contrario all'uso della tecnologia in genere, pero' le preoccupazioni restano e non mi riferisco solo al traffico dei veicoli.
Ci sono "traffici" ben piu' importanti che dipendono, per conseguenza, da decisioni strategiche che hanno sempre avuto la necessita' di un avallo internazionale per essere portate a compimento.
Avvenimenti epocali tipo 11S 2001, hanno richiesto il supporto e sempre per conseguenza il coinvolgimento della comunita' internazionale per autorizzare risposte che "normalmemnte" dovrebbero essere considerate crimini.
Le coalizioni sono state lo strumento per disattivare la popolazione mondiale, autorizzando superpoteri a un gruppo di persone, in nome di valori da condividere ad ogni costo, in ogni luogo e con la pretesa di durare ... .
Gli Stati (alleati) che hanno sempre aderito alle varie coalizioni, coinvolti piu' o meno direttamente, hanno sempre avuto bisogno l'uno dell'altro per sostenersi, sempre fedeli alla guida.
Sono tutti sulla stessa barca e ci rimarranno, hai voglia a dire "si ritira".
Il plebescito per ogni "skripal" e' sempre dietro l'angolo, la NATO non mollera' la presa sulla Ucraina, Venezuela, Iran ecc., ecc. .
Il responsabile della amministrazione americana che dichiara di smarcarsi dalle responsabilita' della prima e dell'ultima guerra post 11S, non e' credibile.
Il mantenimento di tutte le sanzioni economiche criminali lo conferma se proprio ce ne fosse bisogno.
Di sicuro il Pentagono (CIA) e la NATO proseguiranno la loro "folle" corsa, hanno e avranno sempre meno bisogno del pilota, forse questo e' il senso dei tempi (twit).
Ultima Modifica 24/12/2018 15:36 da marocg.

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09/01/2019 04:06 - 09/01/2019 04:30 #24297 da marocg
Risposta da marocg al topic Prossimo Pretesto
Un mondo di muri!
Chissa' perche', a sentirsi perennemente minacciati, sono sempre e solo loro:
Stati Uniti d'America e Israele.
Dopo la fine del regno di Manitù e delle "promesse" del generale Yahwèh , evidentemente le terre devono essere difese dalle "minacce" degli indigeni. ... (?).
Sono alleati e I motivi della loro alleanza sono vari :
"Ufficialmente si parla di «ideali comuni», ma in realtà c’è dell’altro.
In primo luogo riguardano la volontà degli USA di avere un alleato strategico, e filo-occidentale, in Medio Oriente, una sorta di «eccezione» in un territorio storicamente ostile. Sono in molti però a sostenere l’esatto contrario e cioè che sia stato proprio il sostegno a Tel Aviv a causare e intensificare i conflitti tra Stati Uniti e popolazione araba.
Il secondo motivo è stato sviscerato dallo scrittore Edward Tivnan nel suo libro «The Lobby». L’autore sostiene infatti che la principale causa dell’allenza risieda nell’esistenza di una potentissima lobby ebraica con un fortissimo potere politico negli USA, considerando soprattutto il fatto che queste organizzazioni, non solo hanno stretti rapporti con il partito nazionalista ebraico, ma garantiscono finanziamenti alle forze politiche americane. Alcuni esempi? Nel 1996 le organizzazioni ebraiche hanno contribuito per più del 50% ai fondi utilizzati dal Presidente Bill Clinton durante la campagna elettorale.
Secondo Tvnav inoltre la lobby ebraica ha il potere di influenzare le nomine al Congresso e all’Esecutivo".
C'e' un aspetto fondamentale che lega indissolubilmente i due Paesi, si tratta delle vicende che hanno portato ai fatti dell'11 Settembre 2001 e che sono stati utilizzati a pretesto per giustificare le invasioni, prima in Afghanistan e poi in Iraq, Libia e Siria.
Le mie conclusioni sono rafforzate dalla pubblicazione di un lavoro fatto dai membri di un panel nel paperback 9/11 Unmasked di Christopher Bollyn, nella seguente presentazione di Giulietto Chiesa:
Un punto di vista essenziale sull'11 settembre
Stati Uniti d'America e Israele (USraele) hanno in comune una grande passione e non e' precisamente l’opportunità di costruire ponti, come vorrebbero far credere ogni qualvolta intervengono alla guida di coalizioni internazionali per "esportare democrazia", bensi' di innalzare muri!
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Le immagini aeree del muro già esistente fra Usa e Messico
E' stata una delle promesse che hanno fatto vincere le elezioni a Donald Trump: costruire un muro di 1600 km lungo il confine con il Messico per tenere fuori gli immigrati irregolari, da lui definiti "criminali" e "stupratori". Ma di fatto già oggi esistono lunghi tratti della frontiera in cui i due paesi sono fisicamente separati da barriere per impedire lo sconfinamento di trafficanti di droga e migranti.
Su poco più di 3000 km di confine, le barriere già esistenti si estendono lungo 1100 km. Buona parte di questa separazione, detta "Secure Fence", è stata costruita sulla base di una legge passata nel 2006 sotto la presidenza di George W. Bush. Non si tratta di un muro di cemento vero e proprio, ma di un sistema di recinzioni metalliche, in molti punti alte fino a sei metri e profonde 2 metri. Ecco come la barriera attuale appare in un filmato realizzato con un drone.
Pubblicato il 26 gen 2017 - askanews
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Trump afrontará barreras legales si declara una emergencia nacional para construir el muro
El presidente de EE.UU. no descarta utilizar sus facultades especiales para asegurar el financiamiento gubernamental del muro en la frontera con México.
Además, para llevar a cabo esa promesa electoral tendría el Gobierno estadounidense que expropiar los terrenos privados que colindan con una gran parte de la frontera con México, y ese proceso podría llevar años de batallas legales con los terratenientes locales.
Trump affronterà barriere legali se dichiarerà un'emergenza nazionale per costruire il muro
Il presidente degli Stati Uniti non esclude l'utilizzo dei suoi poteri speciali per garantire il finanziamento pubblico del muro al confine con il Messico.
Inoltre, per realizzare questa promessa elettorale, il governo degli Stati Uniti dovrebbe espropriare le terre private che delimitano gran parte del confine con il Messico, e questo processo potrebbe richiedere anni di battaglie legali con i proprietari terrieri locali.
Pubblicato: 8 gen 2019
actualidad.rt.com/actualidad/301332-trum...o-obstaculos-legales
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Israele e il muro al confine col Libano
Un muro difensivo, per ora, di 11 chilometri alla frontiera nord di Israele contro le minacce degli Hezbollah.
Il Muro, alto 9 metri - ha precisato lo stesso ufficiale - ha lo scopo di "proteggere le popolazioni israeliane a ridosso del confine e di evitare infiltrazioni in Israele. "Noi - ha detto indicando vari villaggi libanesi al di là della frontiera, ad un passo dalla base - prendiamo molto sul serio le minacce di Hezbollah". Poi ha ammonito: "qualunque delle loro forze provi ad infiltrarsi nel nostro territorio, non tornerà indietro viva".
06.09.2018 - di Ansa
www.laregione.ch/estero/estero/1319399/i...l-confine-col-libano
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La vita dei palestinesi si scontra con il muro costruito da Israele
Dal 2002 Israele ha cominciato a costruire una barriera di separazione in Cisgiordania. Dei 764 chilometri di muro pianificati, ne sono stati costruiti 570. La barriera è stata costruita quasi interamente sulle terre palestinesi e ha un impatto molto forte sulla vita delle persone: ogni giorno migliaia di palestinesi sono costretti a fare lunghe file ai checkpoint controllati dall’esercito israeliano per andare a lavorare in Israele.
“Con la costruzione del muro non possiamo più accedere ai nostri terreni. Tutto quello che avevamo ci è stato rubato. Piangiamo ma nessuno vede le nostre lacrime”, dice Umm Judah, docente palestinese in pensione.
Un mondo di muri è una serie del giornale brasiliano Folha de S. Paulo sulle barriere costruite per chiudere i confini, fermare i migranti o nascondere la povertà. Nel 2001 ne esistevano 17, oggi sono 70.
28 febbraio 2018
www.internazionale.it/video/2018/02/28/muro-israele-palestina
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P.S.: Un mondo di muri! ( Eppure John Kennedy le cose giuste le aveva dette... )
Immagini di un mondo che evocava speranze, poi La lunga notte dell’Europa: la caduta del Muro di Berlino .
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Perché nel mondo si costruiscono sempre più muri:
Un video della Thomson Reuters Foundation spiega perché costruire muri è inutile.
P.P.S.: Ho il sospetto che l'umanita' sia "costretta" a guardare dall'altra parte ...della luna! .
Ultima Modifica 09/01/2019 04:30 da marocg.

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09/01/2019 11:51 #24303 da peterpan3
Risposta da peterpan3 al topic Prossimo Pretesto
Ma almeno il muro di Hama e Idlib è crollato miseramente, la muraglia smilitarizzata che doveva separare i ribelli NFL e HTS dal governo siriano non esiste più neanche formalmente. Al Qaeda ha ormai espanso il suo dominio su tutta la regione, dal confine turco fino alla linea governativa. Questo fornisce una scusa plateale ad Assad per riprendersi anche il granaio di Idlib, plateale perchè tutti, ma proprio tutti, i governi dell'area hanno inserito HTS (ex Nusra, ex al Qaeda) nella lista delle organizzazioni terroristiche da eradicare.

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