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news internazionali : Rapporto Stern: capovolto il paradigma ambientale
Inviato da Redazione il 20/2/2007 7:53:54 (8563 letture)

Il miracolo che gli scienziati non riescono a fare - quello di convincere i leader mondiali a intervenire in tempi brevi per ridurre i dannosi effetti del Global Warming - forse riusciranno a farlo gli economisti.

In fondo, il problema è ambientale, ma sempre di soldi si tratta. Sono i soldi che nessuno al mondo ha voglia di spendere, per adeguare le industrie a parametri che permettano di contenere, e poi teoricamente di capovolgere, le mutazioni climatiche dovute soprattutto alle eccessive emissioni di anidride carbonica.

Ecco allora entrare in scena Sir Nicholas Stern, un noto economista inglese che è stato vicepresidente della Banca Mondiale, e che è ora al servizio del governo britannico, il quale ha presentato ai suoi colleghi americani il cosiddetto Stern Review, o Rapporto Stern, sull'impatto economico delle mutazioni climatiche dovute al Global Warming.

Stern capovolge l'ottica del problema, mostrando con una approfondita ricerca …



… come un deciso intervento a livello internazionale, per quanto impegnativo, possa risultare molto meno costoso della frustrante procrastinazione a cui stiamo assistendo in questi ultimi anni.

Non sappiamo se il Rapporto Stern contenga davvero la formula per risolvere il problema ambientale a lungo termine, ma di certo si sente la necessità di qualcuno che si figuri a punto di riferimento globale per iniziare ad affrontarlo seriamente una volta per tutte.

Quella che segue è la prima parte del "Riassunto delle Conclusioni" del Rapporto Stern, che potete trovare qui in versione integrale.

Summary of Conclusions

There is still time to avoid the worst impacts of climate change, if we take strong action now. The scientific evidence is now overwhelming: climate change is a serious global threat, and it demands an urgent global response.

Riassunto delle Conclusioni

C'è ancora tempo per evitare le conseguenze più gravi dei mutamenti climatici se interveniamo ora in maniera decisa. Le prove scientifiche sono ormai numerosissime: i mutamenti climatici rappresentano una seria minaccia mondiale, e richiedono una risposta urgente a livello globale.

This Review has assessed a wide range of evidence on the impacts of climate change and on the economic costs, and has used a number of different techniques to assess costs and risks. From all of these perspectives, the evidence gathered by the Review leads to a simple conclusion: the benefits of strong and early action far outweigh the economic costs of not acting.

Questo Rapporto ha valutato un'ampia gamma di riscontri sull'impatto dei mutamenti climatici e dei costi, e ha utilizzato diverse tecniche per calcolare i costi e i rischi. Da dovunque la si guardi, la conclusioni a cui portano gli elementi presentati nel Rapporto è molto semplice: i vantaggi di un intervento deciso e rapido superano di gran lunga il costo economico di un mancato intervento. 

Climate change will affect the basic elements of life for people around the world – access to water, food production, health, and the environment. Hundreds of millions of people could suffer hunger, water shortages and coastal flooding as the world warms.

Le mutazioni climatiche influiranno sugli aspetti più basilari della vita umana in tutto il mondo, come la disponibilità di acqua, la produzione del cibo, la salute e l'ambiente. Centinaia di milioni di persone potrebbero soffrire la fame, restare senz'acqua, o venire colpiti da inondazioni lungo le coste, man mano che la terra si surriscalda.

Using the results from formal economic models, the Review estimates that if we don’t act, the overall costs and risks of climate change will be equivalent to losing at least 5% of global GDP each year, now and forever. If a wider range of risks and impacts is taken into account, the estimates of damage could rise to 20% of GDP or more.

In base ai risultati dei convenzionali modelli economici, il Rapporto prevede che se non interverremo, il costo complessivo e i rischi delle mutazioni climatiche equivarranno ad una perdita del cinque per cento del prodotto nazionale lordo annuo globale, da oggi e per sempre. Se si considera una gamma più ampia di rischi e conseguenze, si calcola che il danno potrebbe arrivare fino al 20% del prodotto nazionale lordo, o anche di più.

In contrast, the costs of action – reducing greenhouse gas emissions to avoid the worst impacts of climate change – can be limited to around 1% of global GDP each year.

Mentre il costo di un intervento, che riduca le emissioni di gas nocivi per evitare le conseguenze peggiori delle mutazioni climatiche, può essere contenuto nell'1% circa del prodotto nazionale lordo mondiale annuo. 

The investment that takes place in the next 10-20 years will have a profound effect on the climate in the second half of this century and in the next.

Gli investimenti fatti nei prossimi 10-20 anni avranno importanti conseguenze sul clima della seconda metà di questo secolo, e nel prossimo.

Our actions now and over the coming decades could create risks of major disruption to economic and social activity, on a scale similar to those associated with the great wars and the economic depression of the first half of the 20th century. And it will be difficult or impossible to reverse these changes.

Le nostre azioni di oggi e dei prossimi decenni potrebbero creare il rischio di un grave disturbo alle attività sociali ed economiche, di dimensioni simili a quelle delle guerre mondiali e della depressione economica nella prima metà del XX secolo, e sarebbe difficile se non impossibile correggere questi cambiamenti.

So prompt and strong action is clearly warranted. Because climate change is a global problem, the response to it must be international. It must be based on a shared vision of long-term goals and agreement on frameworks that will accelerate action over the next decade, and it must build on mutually reinforcing approaches at national, regional and international level.

Un'azione immediata e decisa è quindi chiaramente necessaria, ed essendo il problema delle mutazioni climatiche un problema globale, la sua risposta deve essere internazionale. Deve essere basata su una comune visione di obiettivi a lungo termine, su degli accordi di programma che possano accelerare l'intervento nell'arco del prossimo decennio, e dev'essere costruito con un approccio che sia di mutuo interesse a livello nazionale, regionale e internazionale.

Climate change could have very serious impacts on growth and development. If no action is taken to reduce emissions, the concentration of greenhouse gases in the atmosphere could reach double its pre-industrial level as early as 2035, virtually committing us to a global average temperature rise of over 2°C.

Il mutamento climatico potrebbe avere delle gravi conseguenze sulla crescita e sullo sviluppo economico. Se non si interviene per ridurre le emissioni nocive, la concentrazione di gas tossici nell'atmosfera potrebbe raggiungere già nel 2035 il doppio dei livelli dell'era pre-industriale, il che comporterebbe un aumento della temperatura media della terra di 2 gradi centigradi.

In the longer term, there would be more than a 50% chance that the temperature rise would exceed 5°C. This rise would be very dangerous indeed; it is equivalent to the change in average temperatures from the last ice age to today. Such a radical change in the physical geography of the world must lead to major changes in the human geography – where people live and how they live their lives.

A lungo termine, ci sarebbero più del 50% delle probabilità che l'aumento della temperatura superi i 5 gradi centigradi. Questo aumento sarebbe decisamente pericoloso, poiché equivale al cambiamento della temperatura media dall'ultima glaciazione ad oggi. Un cambiamento così radicale nella geografia fisica del mondo deve necessariamente portare cambiamenti radicali nella geografia umana, cioè dove e come vive la gente.

Even at more moderate levels of warming, all the evidence – from detailed studies of regional and sectoral impacts of changing weather patterns through to economic models of the global effects – shows that climate change will have serious impacts on world output, on human life and on the environment.

Persino con livelli più moderati di surriscaldamento, tutti i riscontri, dagli studi regionali e settoriali più approfonditi sulle conseguenze delle mutazioni climatiche, fino ai modelli economici di portata mondiale, indicano che le mutazioni climatiche avranno serie conseguenze sulla produzione mondiale, sulla vita umana e sull'ambiente.

All countries will be affected. The most vulnerable – the poorest countries and populations – will suffer earliest and most, even though they have contributed least to the causes of climate change.

Tutti i paesi ne risentiranno. I più vulnerabili, cioè i paesi e le popolazioni più poveri, ne soffriranno prima e in misura maggiore, nonostante abbiano contribuito meno di tutti a causare le mutazioni climatiche.

The costs of extreme weather, including floods, droughts and storms, are already rising, including for rich countries.

Il costo di condizioni climatiche estreme, comprese le inondazioni, le siccità, e gli uragani, sta già aumentando anche per i paesi più ricchi. 

Adaptation to climate change – that is, taking steps to build resilience and minimise costs – is essential. It is no longer possible to prevent the climate change that will take place over the next two to three decades, but it is still possible to protect our societies and economies from its impacts to some extent – for example, by providing better information, improved planning and more climate-resilient crops and infrastructure.

È essenziale adeguarsi alle mutazioni climatiche, e cioè compiere passi che aumentino la durabilità [dei prodotti] e riducano al minimo i costi. Non è più possibile evitare i mutamenti climatici che avranno luogo nei prossimi due o tre decenni, ma possiamo ancora proteggere in una certa misura i nostri mercati e la nostra società dalle loro conseguenze, ad esempio con una migliore informazione, una migliore programmazione, e con coltivazioni e infrastrutture più resistenti.

Adaptation will cost tens of billions of dollars a year in developing countries alone, and will put still further pressure on already scarce resources. Adaptation efforts, particularly in developing countries, should be accelerated.

L'adeguamento costerà decine di miliardi di dollari annui nei soli paesi in via di sviluppo, e andrà a pesare ancora di più sulle loro già scarse risorse. Specialmente nei paesi in via di sviluppo lo sforzo per l'adeguamento deve essere accelerato.

The costs of stabilising the climate are significant but manageable; delay would be dangerous and much more costly.

I costi per stabilizzare il clima sono significativi ma si possono affrontare. Ritardare sarebbe pericoloso e molto più costoso.

The risks of the worst impacts of climate change can be substantially reduced if greenhouse gas levels in the atmosphere can be stabilised between 450 and 550ppm CO2 equivalent (CO2e). The current level is 430ppm CO2e today, and it is rising at more than 2ppm each year. Stabilisation in this range would require emissions to be at least 25% below current levels by 2050, and perhaps much more. Ultimately, stabilisation – at whatever level – requires that annual emissions be brought down to more than 80% below current levels.

I rischi delle conseguenze peggiori per le mutazioni climatiche possono essere ridotti in maniera sostanziale se i livelli atmosferici delle emissioni nocive saranno stabilizzati fra 450 e 550 ppm dell'equivalente di CO2 (CO2e). Il livello attuale è oggi di 430 ppm di CO2, e sta aumentando di oltre 2 ppm all'anno. Per una stabilizzazione di questa portata bisognerebbe ridurre entro il 2050 le emissioni di almeno il 25% in meno degli attuali livelli, e forse anche di più. In ultima analisi, a qualunque livello, la stabilizzazione richiede che le emissioni annue siano ridotte di oltre l'80% rispetto ad oggi.

This is a major challenge, but sustained long-term action can achieve it at costs that are low in comparison to the risks of inaction. Central estimates of the annual costs of achieving stabilisation between 500 and www www 2/www CO2e are around 1% of global GDP, if we start to take strong action now.

Questa è una sfida enorme, ma con una azione prolungata nel tempo ci si può riuscire, con costi che sono bassi rispetto al rischio di non intervenire. Il costo annuale per arrivare a questa stabilizzazione è di circa l'1% del prodotto nazionale lordo globale, se interveniamo adesso e con decisione.

Costs could be even lower than that if there are major gains in efficiency, or if the strong co-benefits, for example from reduced air pollution, are measured.

Questo costo può essere ulteriormente ridotto se vi saranno dei buoni progressi dal punto di vista dell'efficienza, o se si calcolano anche i forti benefici collaterali, come ad esempio un minore inquinamento dell'aria.

Costs will be higher if innovation in low-carbon technologies is slower than expected, or if policy-makers fail to make the most of economic instruments that allow emissions to be reduced whenever, wherever and however it is cheapest to do so.

I costi invece aumenteranno se lo sviluppo delle tecnologie a basso consumo di carbone sarà più lento del previsto, o se i leader mondiali non riusciranno a sfruttare al meglio gli strumenti economici che permettono di ridurre le emissioni nocive in qualunque momento, dovunque e in qualunque modo sia meno costoso farlo.

It would already be very difficult and costly to aim to stabilise at 450ppm CO2e. If we delay, the opportunity to stabilise at 500-550ppm CO2e may slip away.

E già molto difficile e costoso cercare di stabilizzarsi a 450 ppm. Se ritardiamo, potrebbe sfuggirci anche la possibilità di stabilizzarsi a 500-550 ppm di CO2.

Action on climate change is required across all countries, and it need not cap the aspirations for growth of rich or poor countries.

Gli interventi sul mutamenti climatici devono avvenire in tutti i paesi, senza soffocare le aspirazioni di crescita delle nazioni sia ricche che povere.

The costs of taking action are not evenly distributed across sectors or around the world.

Il costo degli interventi non è distribuito equamente nei vari settori o nelle diverse zone del mondo.

Even if the rich world takes on responsibility for absolute cuts in emissions of 60-80% by 2050, developing countries must take significant action too.

Anche se i paesi più ricchi si prendessero l'impegno di ridurre complessivamente le emissioni nocive del 60-80% entro il 2050, i paesi in via di sviluppo devono comunque agire in modo sostanziale.

But developing countries should not be required to bear the full costs of this action alone, and they will not have to.

Ma non si deve chiedere ai paesi in via di sviluppo di accollarsi da soli l'intero costo di questi interventi, e non sarà necessario che lo facciano.

Carbon markets in rich countries are already beginning to deliver flows of finance to support low-carbon development, including through the Clean Development Mechanism. A transformation of these flows is now required to support action on the scale required.

Il mercato del carbone nei paesi più ricchi sta già iniziando a produrre gettiti economici che vadano ad alimentare lo sviluppo delle tecnologie a basso consumo di carbone, compreso il Meccanismo di Sviluppo Pulito. Ora è necessario trasformare questi gettiti finanziari in modo che possano sostenere gli interventi nelle proprorzioni necessarie.

Action on climate change will also create significant business opportunities, as new markets are created in low-carbon energy technologies and other low-carbon goods and services. These markets could grow to be worth hundreds of billions of dollars each year, and employment in these sectors will expand accordingly.

Gli interventi sulle mutazioni climatiche creeranno anche delle significative opportunità imprenditoriali, nel momento in cui si apriranno nuovi mercati nelle tecnologie energetiche a basso consumo di carbone, insieme ad altri prodotti e servizi.

The world does not need to choose between averting climate change and promoting growth and development.

Non è necessario che il mondo scelga fra combattere le mutazioni climatiche e promuovere lo sviluppo e la crescita.

Changes in energy technologies and in the structure of economies have created opportunities to decouple growth from greenhouse gas emissions. Indeed, ignoring climate change will eventually damage economic growth.

I cambiamenti nelle tecnologie energetiche e nelle strutture dell'economia hanno creato la possibilità di sganciare la crescita industriale dalle emissioni nocive. Ignorando le mutazioni climatiche invece si finirà sicuramente per danneggiare la crescita economica.

[…]

Sarà forse per questo che ultimamente Bush parla solo di salvare l'ambiente. Qualcuno deve avergli detto che alla fine si risparmia qualcosa.

M.M.


******

QUI un breve estratto da una recente trasmissione di Radioeco dedicata al nuovo Bush in formato ambientalista.


******

A proposito di prodotto nazionale lordo, ecco una citazione di Robert Kennedy:

"Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell'ammassare senza fine beni terreni.

Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell'indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del prodotto nazionale lordo. Il prodotto nazionale lordo comprende anche l'inquinamento dell'aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.

Il prodotto nazionale lordo mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende la distruzione delle sequoie e la morte della fauna nel Lago Superiore. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, e comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica.
[Siamo nel 1968 - ndr]

Il prodotto nazionale lordo si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte nelle nostre città, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.

E se il prodotto nazionale lordo comprende tutto questo, non calcola però molte altre cose. Non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. E' indifferente alla decenza del luogo di lavoro o alla sicurezza nelle nostre strade. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l'intelligenza del nostro dibattere o l'onestà dei nostri pubblici dipendenti.

Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell'equità nei rapporti fra di noi. Il prodotto nazionale lordo non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese.

Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta. Può dirci tutto sull'America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere americani."

Robert Francis Kennedy

La scheda su Robert Kennedy





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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
alexg
Inviato: 20/2/2007 9:25  Aggiornato: 20/2/2007 9:25
Ho qualche dubbio
Iscritto: 11/5/2006
Da: Sybar
Inviati: 179
 Re: Rapporto Stern: capovolto il paradigma ambientale
..non so.. Stern non mi convince. Guarda qui
Non so in che misura, ma sono convinto che ci sia un secondo fine dietro il rapporto Stern.
Saluti

Ci sono due errori che si possono fare lungo la via verso la verità...non andare fino in fondo, e non iniziare.

"Democrazia" è due lupi e una pecora che decidono ai voti cosa mangiare.
"Libertà" è la pecora ben armata che contesta il voto.
Dorian
Inviato: 20/2/2007 10:15  Aggiornato: 20/2/2007 10:15
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 23/1/2007
Da:
Inviati: 1275
 Re: Rapporto Stern: capovolto il paradigma ambientale
Chissà se l'attento Stern ha messo in conto anche le guerre che, con ricchi tributi in risorse, basi militari, nonchè vite umane, dobbiamo finanziare per permettere alle multinazionali del petrolio di rivenderci un prodotto sì inquinante ma, secondo loro, a "buon mercato"?

A buon mercato... per loro forse!
Allora perchè è possibile risparmiare sulla bolletta con impianti fotovoltaici?

Meditate gente...

Ezechiele
Inviato: 20/2/2007 10:28  Aggiornato: 20/2/2007 10:29
Ho qualche dubbio
Iscritto: 17/5/2006
Da: Milano
Inviati: 33
 Re: Rapporto Stern: capovolto il paradigma ambientale
Tutte queste "polemiche" rischiano di distrarci dal vero problema. A prescindere dalle cause, l'innalzamento della temperatura comportera' sconvolgimenti nelle abitudine e nella qualita' della vita del pianeta indipendetentemente dai livelli di sviluppo dei vari paesi?
Se la risposta e' si' allora cerchiamo delle soluzioni. Io temo che tutto queto discutere sia un alibi per non agire, ovviamente pilotato da chi non ha che da perdere da una ridiscussione dell'attuale modello.

usemlab
Inviato: 20/2/2007 12:23  Aggiornato: 20/2/2007 12:24
Ho qualche dubbio
Iscritto: 18/8/2006
Da:
Inviati: 156
 Re: Rapporto Stern: capovolto il paradigma ambientale
bah, il global warming mi e' sempre suonato come una gran bufala. di ere glaciali la terra ne ha passate credo piu' di una, e l'uomo di certo all'epoca danni ne faceva meno di adesso. forse stanno preparando il prox capro espiatorio per una bella recessione che tanto arrivera' inevitabile, solo questione di tempo. oppure e' guerra tra lobbies per chi ha capito che il filone ambientalista offre nuovi spazi per prendere tanti bei soldi con l'aiuto di nuove forme di intervento statale.

http://blog.mises.org/archives/006274.asp#more

The State is the great predatory enemy of the human race, and in its very being, the organization and regularization of predation, exploitation, and robbery
Cassandra
Inviato: 20/2/2007 12:33  Aggiornato: 20/2/2007 12:33
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 10/5/2006
Da:
Inviati: 1551
 Re: Rapporto Stern: capovolto il paradigma ambientale
E' inutile che si sgola, Stern.
I costi del risparmio energetico e dei provvedimenti antiinquinamento ricadono sull'industria privata, mentre i costi delle conseguenze del global warming ricadono sui conti pubblici (inondazioni, siccità, alluvioni, eccetera).

Ecco perché nessuno fa niente... i politici sono pagati dall'industria. E si preferisce comunque che paghi lo Stato.

"Il buon senso c'era; ma se ne stava nascosto,
per paura del senso comune" (Alessandro Manzoni)
rekit
Inviato: 20/2/2007 15:21  Aggiornato: 20/2/2007 15:21
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 11/9/2006
Da:
Inviati: 1151
 Re: Rapporto Stern: capovolto il paradigma ambientale
insomma, siamo alle solite.
ogni qualvolta sento parlare di global warming avverto un senso di impotenza.
il global warming e' un fatto concreto, non un'ipotesi

l'1% dei conti pubblici viene fatto suonare come una cifra enorme (e lo e' in termini assoluti, ma non in termini relativi!).
ma se ci soffermiamo a riflettere vediamo che nella vita di tutti i giorni spendiamo (contenti e soddisfatti di farlo) ben piu' dell'1% dei nostri soldi in sicurezza. quanto aumenta il prezzo di un'auto se dotata di servosterzo o abs o airbag?ben piu' dell'1% del costo dell'auto.
spendere l'1% dei "nosrti" soldi cosa potrebbe comportare? non potersi piu' permettere televisori al plasma o la vacanza al mare, magari dover cambiare lavoro perche' l'indotto di una compagnia verrebbe intaccato notevolmente...cose che piu' o meno traumaticamente si potrebbero affrontare in nome della salvezza del pianeta.

di fronte ad un quadro che ipotizza grossi cataclismi bisogna mettersi in testa che il pil cinese americano o italiano sono argometi del cazzo da utilizzare.
e' comunque giusto discutere come agire cercando di salvare il piu' possibile spendendo il meno possibile ma questo non deve significare spendere altri 20 anni aspettando che sia troppo tardi.

usemlab
Inviato: 20/2/2007 15:24  Aggiornato: 20/2/2007 15:24
Ho qualche dubbio
Iscritto: 18/8/2006
Da:
Inviati: 156
 Re: Rapporto Stern: capovolto il paradigma ambientale
i costi ricadono sempre e comunque sul tartassato (tra i quali rientra anche l'imprenditore, specie se non colluso o di media scaltrezza nell'eludere l'imposizione fiscale). sui costi del global warming: che bene che si e' stato a Londra questo inverno!

The State is the great predatory enemy of the human race, and in its very being, the organization and regularization of predation, exploitation, and robbery
Teknomaker
Inviato: 20/2/2007 16:42  Aggiornato: 20/2/2007 16:42
Mi sento vacillare
Iscritto: 2/5/2006
Da:
Inviati: 675
 Re: Rapporto Stern: capovolto il paradigma ambientale
Il buongiorno si vede dal mattino...
Citazione:
i mutamenti climatici rappresentano una seria minaccia mondiale, e richiedono una risposta urgente a livello globale.


Chissà perchè ma mi ricorda qualcosa del tipo "Problema - Reazione - Soluzione": crea il Problema, ottieni così la Reazione voluta, offri quindi ed applica la Soluzione che senza il problema non avresti mai potuto far accettare.

_gaia_
Inviato: 20/2/2007 17:05  Aggiornato: 20/2/2007 17:05
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 23/2/2006
Da:
Inviati: 1460
 Re: Rapporto Stern: capovolto il paradigma ambientale
Finalmente i grandi della Terra parlano di global warming e ambientalismo! Alleluja! Ravveduti e alfin redenti, adoriamoli 'sti potenti..
Forse però una riflessione è d'obbligo, prima di stappare uno spumante in onore dell'ecologista Blair e compagni.

Avevo introdotto il rapporto Stern nel thread Con la scusa dell’ Ambientalismo. Progetti di sterminio (pag. 3, post #50).

L'amico Stern, che ha redatto il rapporto su incarico del governo (m-mh..?), dice che dobbiamo intervenire energicamente ("Un'azione immediata e decisa è quindi chiaramente necessaria") per ridurre le emissioni dell'80%.
(Dal mio post nei forum): Gli obiettivi sono chiari, sì. Ma nessuno ci spiega come raggiungerli e dove precisamente finiranno i soldi per finanziare il mega piano per salvare la terra e l'economia mondiale.

Questa grancassa che s'è messa così solertemente in moto, poi, non può che far sorgere legittime domande, come per es.: perché ora salta fuori di botto questo sbandieramento globale di intenti ecologisti? Com'è che i grandi della Terra sono diventati tutt'a un tratto ambientalisti incalliti nonché amorevoli filantropi?

L'articolo suggerisce che il potere del vil denaro abbia fatto cambiare idea anche a Bush: caro Massimo, su questo punto dissento. Ho una visione della faccenda "global warming" probabilmente un po' "cospirazionista", ma credo siano molti gli indizi che spingono verso un ragionevole e fondato dubbio.

Come diceva Santaruina nel thread linkato, Stern è un ex vicepresidente della banca mondiale, e come tutti i grandi banchieri ha una naturale sensibilità ecologica.
Aggiungo che è altrettanto scontata la sua filantropia, specie per i popoli più poveri della Terra, che così spesso cita nel suo documento conclusivo.

Il riscaldamento del pianeta è un problema globale, quindi urge una soluzione globale.
La quale cadrà come l'ennesimo masso erratico che scaracolla giù per la montagna, dritto dritto sulle nostre teste (e sui nostri portafogli).. con una bella tassa globale dei miei stivali di gomma applicata ai cattivi occidentali che hanno inquinato (e meno ai paesi in via di sviluppo che, sebbene inquinino allo stesso modo, sono esonerati dal pagar pegno).

Spero che tutta questa mia sbrodolata non venga presa come un invito a non agire o come una posizione che nega il global warming: a parte il fatto che sarebbe un falso dilemma, non sarebbe comunque vero.

Diffidare di politici e lobbisti vari è un legittimo diritto, e in questo caso oserei dire che è persino un dovere.
Se poi si considera come questa esplosione mediatica su Chirac ambientalista, Blair salvatore della Terra e Stern amico dei poveri, stia avvenendo in concomitanza con una serrata disinformazione (ora anche in TV) sulle scie chimiche........
Chi ha orecchie per intendere e occhi per leggere...

NiHiLaNtH
Inviato: 20/2/2007 17:10  Aggiornato: 20/2/2007 17:10
Sono certo di non sapere
Iscritto: 5/12/2005
Da:
Inviati: 3225
 Re: Rapporto Stern: capovolto il paradigma ambientale
Citazione:
l global warming e' un fatto concreto, non un'ipotesi


Cos'è un dogma tipo l'olocausto?

kirghiso
Inviato: 20/2/2007 17:27  Aggiornato: 20/2/2007 17:27
Ho qualche dubbio
Iscritto: 24/1/2007
Da: chissà?
Inviati: 145
 Re: Rapporto Stern: capovolto il paradigma ambientale
Beh, che un banchiere chieda di rinunciare ad 1% del PIL rispetto ad una perdita del 20% è spiegabilissimo dal fatto che sono loro che tendono i fili e che quindi sono i primi a perderci, a loro non conviene molto una tale caduta "globale" della (loro) economia.
Questo almeno da ciò che è possibile dedurne in base a ciò che conosciamo, quindi nulla toglie ad altre ipotesi barbare, stando a parlare di "banche mondiali" ecc. Il dubbio c'è a prescindere.
Poi sul pericolo ambientale che ne valga la pena o meno sembra del tutto superfluo, almeno per noi, sarebbe come dire, non so se questo tipo di fungo sia velenoso, allora siccome ho fame non ne cerco altri (e ce ne sono), ma lo mangio così lo saprò.

Comunque purtroppo il problema principale resta, cioè se non possiamo gestire e tanto meno conoscere la "cassa comune" allora non sapremo bene come muoverci e in ogni caso il tutto sarà fatto nell'interesse di chi gestisce la "cassa".

ELFLACO
Inviato: 20/2/2007 17:38  Aggiornato: 20/2/2007 17:40
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 28/10/2005
Da:
Inviati: 1839
 Re: Rapporto Stern: capovolto il paradigma ambientale
Hola ragas!

Ok,se quello che ipotizza teknomaker e qualcun'altro di voi è vero(Problema-Reazione-Soluzione)

1-Il global warming c'è??

2-Per il global warming si può far qualcosa per ridurre i suoi effetti??

Sono d'accordo che tutti questi politici nuovi ambientalisti sono un bel pò sospetti,ma

possiamo mettere un pò d'ordine nel ragionamento?? altrimenti non stò capendo una mazza!!

Prendiamo questa ipotesi ragioniamoci sopra fina alla fine.

Che ne dite??

Scusate l'ignuranza!

“Le persone non dovrebbero avere paura dei propri governi, sono i governi a dover aver paura delle persone.”
Kammo
Inviato: 20/2/2007 17:45  Aggiornato: 20/2/2007 17:45
So tutto
Iscritto: 23/3/2006
Da: Europa
Inviati: 7
 Re: Rapporto Stern: capovolto il paradigma ambientale
Mi chiedo solo cosa ci sia di male anche se ci fosse qualcosa dietro. Anche se si trattasse di un modo per cercare di evitare il sorpasso nella produzione da parte della potenze emergenti sulla "vecchia guardia", non ci vedrei niente di male ad agire comunque, perchè il risultato sarebbe comunque meno inquinamento e quindi migliore qualità della vita. Comunque non credo che Stern racconti falsità, perchè vi sono le prove che il riscaldamento globale sta avvenendo (proprio come il "dogma" dell'olocausto, vero, NiHiLaNtH?). Secondo me se c'è qualche cosa che non va contraddetto è proprio questo, che è uno dei primi tentativi di sensibilizzare i governi in qualche modo parlando sotto il profilo economico (dato che i politici non sentono altro che il tintinnio delle monete)...

SPEGNETE LE LUCI QUANDO USCITE DALLA STANZA! E ANCHE IL PC!

Dorian
Inviato: 20/2/2007 17:47  Aggiornato: 20/2/2007 17:47
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 23/1/2007
Da:
Inviati: 1275
 Re: Rapporto Stern: capovolto il paradigma ambientale
gaia
Citazione:
Spero che tutta questa mia sbrodolata non venga presa come un invito a non agire o come una posizione che nega il global warming: a parte il fatto che sarebbe un falso dilemma, non sarebbe comunque vero.


Il Global Warming, dati alla mano, è forse l'unica cosa certa.
Su un piano diverso è capire invece quali siano le cause e infine quali soluzioni eventualmente adottare (o sfruttare).

NiHiLaNtH
Citazione:
Cos'è un dogma tipo l'olocausto?


Più simile invece al 9-11 auto-attentato americano.

Pausania
Inviato: 20/2/2007 18:06  Aggiornato: 20/2/2007 18:06
Sono certo di non sapere
Iscritto: 6/4/2006
Da:
Inviati: 3872
 Re: Rapporto Stern: capovolto il paradigma ambientale
Gaia Citazione:
Chirac ambientalista, Blair salvatore della Terra e Stern amico dei poveri

Forniti in quattro veli morbidissimi e resistentissimi per gli usi più disparati

Pausania
Inviato: 20/2/2007 18:09  Aggiornato: 20/2/2007 18:09
Sono certo di non sapere
Iscritto: 6/4/2006
Da:
Inviati: 3872
 Re: Rapporto Stern: capovolto il paradigma ambientale
Kammo Citazione:
Secondo me se c'è qualche cosa che non va contraddetto è proprio questo, che è uno dei primi tentativi di sensibilizzare i governi in qualche modo parlando sotto il profilo economico (dato che i politici non sentono altro che il tintinnio delle monete)...

Certo, facendoci comprare le nuove macchine della Fiat ogni due anni, in questo modo salviamo tutti quanti il pianeta...

Però mi chiedo come mai i colpevoli di tutto sono i poveri stronzi che usano la macchina per andare al lavoro e mai, che ne so, quelli che iniettano sostanze del tipo "uranio impoverito" in atmosfera. E un bel mistero!

kirghiso
Inviato: 20/2/2007 18:28  Aggiornato: 20/2/2007 18:28
Ho qualche dubbio
Iscritto: 24/1/2007
Da: chissà?
Inviati: 145
 Re: Rapporto Stern: capovolto il paradigma ambientale
ELFALCO è proprio quello che dici che intanto va fatto altrimenti continuamo a girarci intorno al problema all'infinito.
Ad esempio sembra non esserci dubbi che per quanto riguarda la produzione di energia elettrica, col solare termodinamico di Rubia e l'eolico vai d'avanzo, link, poi nel frattempo chiedere a quei "folli" di schonau.
Sto pensando insieme ad alcuni amici di provare a realizzare qualcosa in proposito e non solo, ma col casino che mi ritrovo sarà mooolto difficile.
Poi se posso permettermi, sono daccordissimo con la tuas firma, solo che visto "le persone" con cui hanno a che fare i governi hanno capito che c'è poco da temere, manipolati perchè manipolabili. Ovviamente il mio è un discorso generico e nulla toglie comunque ai veri responsabili, che però hanno chiesto (se mai ce ne era bisogno) e ottenuto le nostre deleghe.

NiHiLaNtH
Inviato: 20/2/2007 19:12  Aggiornato: 20/2/2007 19:12
Sono certo di non sapere
Iscritto: 5/12/2005
Da:
Inviati: 3225
 Re: Rapporto Stern: capovolto il paradigma ambientale
Il caldo anomalo di questi ultimi anni è causato dal costante utilizzo ddi haarp ( e quando dico haarp non mi riferisco solo alle antenne in alaska ma anche a tutte le centinaia di installazioni millitari e non presenti in tutto il mondo ). Con questi tecnologia si può modificare la temperatura di una determinata zona del pianeta a proprio piacimento. Se esistesse un global warming causato dall'inquinamento basterebbe usare questi dispositivi per abbassare la temperatura. In realtà tutto ciò serve per creare un problema che in realtà non c'è.

rumenta
Inviato: 20/2/2007 19:34  Aggiornato: 20/2/2007 20:54
Mi sento vacillare
Iscritto: 25/1/2006
Da: Repubblica di Genova
Inviati: 801
 Re: Rapporto Stern: capovolto il paradigma ambientale
dopo aver letto qualcosina:

http://xiaodongpeople.blogspot.com/2005/06/urban-dwellers-mainly-cause-global.html
http://xiaodongpeople.blogspot.com/2004/08/weather-modification-act.html
http://xiaodongpeople.blogspot.com/2005/01/more-weather-control-16.html
http://xiaodongpeople.blogspot.com/2007/02/chinas-poison-for-planet.html
http://www.effedieffe.com/interventizeta.php?id=1742¶metro=scienze
http://www.effedieffe.com/interventizeta.php?id=1745¶metro=scienze
http://www.effedieffe.com/interventizeta.php?id=1770¶metro=scienze

ho dei grossi dubbi circa le cause del riscaldamento.
oltre al fatto che non capisco come mai dobbiamo ridurre noi le emissioni quando sono cina ed india le maggiori inquinatrici del pianeta, insieme ovviamente agli usa..... ah, scusate, è vero, se facciamo ridurre le emissioni a loro, dove delocalizziamo le imprese per mantenere alti i profitti??

---------------- EDIT ----------------

aggiungerei anche:

Come pianificano la scarsità
Contrordine: basta progresso
Il complotto anti-industriale
Riscaldamento globale: un altro mistero cosmico

con questo non voglio dire che il riscaldamento globale sia una fandonia, ma in quanto alle cause..... pensateci un po su......



"La verità dev'essere brutale, violenta, armata ed arrabbiata. Altrimenti soccombe."
LoneWolf58
Inviato: 20/2/2007 19:42  Aggiornato: 20/2/2007 19:42
Sono certo di non sapere
Iscritto: 12/11/2005
Da: Padova
Inviati: 4861
 Re: Rapporto Stern: capovolto il paradigma ambientale
"L'anidride carbonica nell'aria è presente in quantità inferiori allo 0,1%, mentre nell'aria esalata dopo un respiro è circa il 4,5%"siamo troppiiii... la verità è solo questa... siamo il peggior inquinamento che ci sia sulla terra per 2 motivi:
1) respiriamo (e inquiniamo anche in altri modi fisiologici )
2) per farci spazio distruggiamo tutto e cementifichiamo asfaltiamo etc...
C'è solo una soluzione... SMETTIAMO DI REPIRARE
il resto sono solo chiacchiere... se il global warming è reale non lo fermiamo di certo neanche se iniziassimo ora ad inquinare di meno e a ripiantare le foreste... too late...

La storia, come un'idiota, meccanicamente si ripete. (Paul Morand)
Il problema, però, è che ci sono degli idioti che continuano a credere che la storia non si ripeta. (LoneWolf58)
Santaruina
Inviato: 20/2/2007 20:47  Aggiornato: 20/2/2007 20:52
Sono certo di non sapere
Iscritto: 13/10/2004
Da: Sud Europa
Inviati: 5123
 Re: Rapporto Stern: capovolto il paradigma ambientale
Stern, un altro della cricca dei luridi figli di gaia che vorrebbero l'umanità decimata per poter fare i loro porci comodi.

Che si sterminino loro per primi, con tutti gli eredi di Peccei, portandosi appresso Al Gore, Pannella e marciume assortito, se davvero ritengono la sovrappopolazione un problema.

Dovevo dirlo.

Blessed be

-o- Ama e fa' ciò che vuoi -o-
Redazione
Inviato: 20/2/2007 20:57  Aggiornato: 20/2/2007 20:57
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Rapporto Stern: capovolto il paradigma ambientale
"El falco" è b-e-l-l-i-s-s-i-m-o!!!! Come basta una consonante a invertire l'ordine delle cose.

rekit
Inviato: 20/2/2007 21:00  Aggiornato: 20/2/2007 21:00
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 11/9/2006
Da:
Inviati: 1151
 Re: Rapporto Stern: capovolto il paradigma ambientale
citazione:NiHiLaNtH

Cos'è un dogma tipo l'olocausto?

.........

mah,non capisco il tuo intervento, se vuoi giochiamo con le parole e il dizionario ma l'aria che respiro fa schifo e il mio termometro in olanda e' inchiodato ai 10 gradi da novembre....

lasciamo stare l'olocausto che non c'entra niente

clausneghe
Inviato: 20/2/2007 21:30  Aggiornato: 20/2/2007 21:30
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 17/4/2006
Da: nordcentro
Inviati: 1679
 Re: Rapporto Stern: capovolto il paradigma ambientale
Buonasera... mi inserisco...

Dunque..abbiamo: Dei rei palesi se non confessi che di colpo sono fulminati dalla causa della lotta al Global Warming

Della cui natura e causa non v'è certezza,e se c'è è quella della sciagurata concomitanza
di cause cosmiche alle quali ,dispiace, ma non possiamo porre alcun rimedio, mescolate a cause prettamente di mano umana,tipo le de-forestazioni selvagge,le modifiche artificiali
ai corsi d'acqua,agricoltura modificata e depauperante,oltre naturalmente alla cementificazione,scarichi industriali e di motori che liberano energia " calda e sporca" in terra,in mare e in cielo,per parafrasare
Lui

Da mettere in cima alla lista delle cause,secondo me, le 2.040 esplosioni termonucleari "sparate" negli ultimi 60 anni addosso a Gaia, in tutte le sue zone sensibili, con contorno di mega-tonnellate di esplosivi più o meno convenzionali,che come è noto producono tutti invariabilmente calore,
proprio dalla risma di gentaglia che ora parla di salvarla e nell'intanto continua imperterrita a bombardarla ed arrostirla..

Come far curare la gallina zoppa alla volpe.

Teknomaker
Inviato: 20/2/2007 21:52  Aggiornato: 20/2/2007 21:52
Mi sento vacillare
Iscritto: 2/5/2006
Da:
Inviati: 675
 Re: Rapporto Stern: capovolto il paradigma ambientale
@ ELFLACO:

(secondo me)

1-Il global warming c'è??

Il surriscaldamento globale c'è.
Però sulle cause vengono mischiate le carte in tavola: ad esempio si sottovaluta il sole, infatti pare che anche altri pianeti si stiano surriscaldando.

Potremmo parlare a tal prpoposito delle antiche previsioni Maya che di conoscenze astronomiche ne avevano, ma lasciamo stare...

Ovviamente con questo non dico che l'inquinamento fa bene al pianeta o che non abbia contribuito.

2-Per il global warming si può far qualcosa per ridurre i suoi effetti??

Si, inquinare di più (???): come ben noto dalle ultime notizie, gli USA ci stanno propinando l'idea che le particelle che giungono in quota (leggasi anche scie e inquinamento) anzichè essere dannose sono addirittura utili per evitare il surriscaldamento globale...

Dorian
Inviato: 20/2/2007 21:54  Aggiornato: 20/2/2007 21:54
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 23/1/2007
Da:
Inviati: 1275
 Re: Rapporto Stern: capovolto il paradigma ambientale
Citazione:
Si, inquinare di più (???): come ben noto dalle ultime notizie, gli USA ci stanno propinando l'idea che le particelle che giungono in quota (leggasi anche scie e inquinamento) anzichè essere dannose sono addirittura utili per evitare il surriscaldamento globale...


piogge acide a parte...

Santaruina
Inviato: 20/2/2007 21:58  Aggiornato: 20/2/2007 21:58
Sono certo di non sapere
Iscritto: 13/10/2004
Da: Sud Europa
Inviati: 5123
 Re: Rapporto Stern: capovolto il paradigma ambientale
Il fatto che il global warming esista non è un buon motivo per farsi infinocchiare laudanti da questi personaggi.

Approfittano di un problema reale per portare avanti i loro piani.

Cazzo.

Se ci caschiamo anche noi facciamo prima a buttare al cesso tutto il lavoro di "informazione" fatto da 3 anni a questa parte.

Blessed be

-o- Ama e fa' ciò che vuoi -o-
clausneghe
Inviato: 20/2/2007 22:14  Aggiornato: 20/2/2007 22:14
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 17/4/2006
Da: nordcentro
Inviati: 1679
 Re: Rapporto Stern: capovolto il paradigma ambientale
Santaruina..Ciao

Tranquil che non perdiamo di vista il NWO

kirghiso
Inviato: 20/2/2007 22:26  Aggiornato: 20/2/2007 22:26
Ho qualche dubbio
Iscritto: 24/1/2007
Da: chissà?
Inviati: 145
 Re: Rapporto Stern: capovolto il paradigma ambientale
Santaruina, scusami, ho letto qualcosa in merito sul forum, ma senz'altro mi sfuggono molte cose, ma un'eventuale decimazione della popolazione terrestre avverrebbe appunto se il surriscaldamento avanza e se noi non siamo la causa gli diamo una mano così si fa prima, quindi per semplicew discorso logico uno Stern qualunque crecherebbe di osteggiare il proposito di ridurre il global warming non esortare ad intervenire, poi che lo faccia dietro le quinte questo poi sarebbe un altro discorso.

Santaruina
Inviato: 20/2/2007 22:34  Aggiornato: 20/2/2007 22:34
Sono certo di non sapere
Iscritto: 13/10/2004
Da: Sud Europa
Inviati: 5123
 Re: Rapporto Stern: capovolto il paradigma ambientale
Ciao Kirghiso

la questione parte da lontano, molto lontano.
L'ultima cosa che questa gente ha a cuore è la salute dei sudditi, spero che questo sia palese a tutti.

Se si interessano proprio ora al problema ambientale, è perchè hanno capito che può essere un perfetto strumento per il controllo della massa dei profani.

-nuove tasse per "l'ambiente"
-risposte globali a problemi "globali"
-se fossimo in meno avremo meno problemi
-l'umanità è un cancro, cercate di estinguervi
-le capanne di fango sono belle e salutari per voi

e via dicendo.

Si parte da Malthus e con qualche passaggio si arriva a Strong ed a Stern.

Se vorrai approfondire il discorso, nel topic in questione sull'ambientalismo il tutto è meglio argomentato.

Blessed be

p.s.: ciao claus, mi raccomando


-o- Ama e fa' ciò che vuoi -o-
orkid
Inviato: 20/2/2007 23:06  Aggiornato: 20/2/2007 23:10
Mi sento vacillare
Iscritto: 3/2/2006
Da: La Beverly Hills italiana
Inviati: 786
 Re: Rapporto Stern: capovolto il paradigma ambientale
Vorrei approfittare per postare delle riflessioni sul global warming che faccio in funzione della mia professione (il floricoltore):




Citazione:
...Vi posso però portare la mia esperienza personale di floricoltore e vivaista.
Il mio lavoro porta ad osservare il cielo ed a interessarsi di metereologia per capire le esigenze delle piante in funzione delle temperature, dei millimetri di acqua piovana, dei venti, etc.
Io vivo in una zona famosa per la coltivazione di piante acidofile (Azalee, Rododendri, Camellie, etc.) in quanto il terreno delle nostre zone è prevalentemente acido, e l'abbondanza delle precipitazioni è sempre stata una caratteristica predominante.
Da 7-8 anni a questa parte, abbiamo assistito a un progressivo modificarsi delle situazioni atmosferiche, soprattutto riguardo alla diminuzione drastica delle precipitazioni, e al loro concentramento in maniera alluvionale in periodi dell'anno (Aprile-Maggio e Settembre-Ottobre), con conseguente aumento di rischi di dissesti idrogeologici, frane, smottamenti, etc.

Per quanto riguarda le temperature ciò che sconvolge di più l'ecosistema e il ciclo vitale delle piante non è tanto l'innalzamento della temperatura (che è comunque evidente) quanto gli sbalzi termici improvvisi, il protrarsi della stagione fredda fino ai mesi primaverili (l'anno scorso nevicate abbondanti a bassa quota a Marzo e anche ad Aprile); d'estate il sole è, in gergo, più "cattivo", ovvero brucia di più, infatti proprio le acidofile risentono dell'aumentata potenza (non sono un fisico o un biologo, ma detta così si capisce) e vanno collocate in zone ombrose altrimenti si rischia di perdere metà della produzione ogni anno....


da qui


Autodidatta Bonsai


"Quando l'uomo comune capisce diventa saggio, quando il saggio capisce diventa un uomo comune."
fiammifero
Inviato: 20/2/2007 23:20  Aggiornato: 20/2/2007 23:20
Sono certo di non sapere
Iscritto: 28/2/2005
Da: ROMA
Inviati: 5691
 Re: Rapporto Stern: capovolto il paradigma ambientale
Santaruina mai straquotato con tanto piacere

Citazione:
le cose di cui ci sentiamo assolutamente certi non sono mai vere (Oscar Wilde)
kirghiso
Inviato: 20/2/2007 23:44  Aggiornato: 20/2/2007 23:44
Ho qualche dubbio
Iscritto: 24/1/2007
Da: chissà?
Inviati: 145
 Re: Rapporto Stern: capovolto il paradigma ambientale
Citazione:
L'ultima cosa che questa gente ha a cuore è la salute dei sudditi, spero che questo sia palese a tutti. Se si interessano proprio ora al problema ambientale, è perchè hanno capito che può essere un perfetto strumento per il controllo della massa dei profani.


Nulla da eccepire, conosco il NWO e i suoi fini.

Citazione:
-nuove tasse per "l'ambiente"
-risposte globali a problemi "globali"


Questo è il vero problema, visto che le tasse pagano il signoraggio di lor signori e ci sprofondano irrimediabilmente.

Citazione:
-se fossimo in meno avremo meno problemi
-l'umanità è un cancro, cercate di estinguervi


Qui il global warming aiuterebbe non il contario, ma lo so, devo leggere il forum

Cassandra
Inviato: 20/2/2007 23:59  Aggiornato: 20/2/2007 23:59
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 10/5/2006
Da:
Inviati: 1551
 Re: Rapporto Stern: capovolto il paradigma ambientale
Effettivamente alluvioni, uragani e siccità sono noti per la loro capacità di sfoltimento, quindi il GW viene comodo a chi vorrebbe lo "sterminio generale".
(Che poi mi sono sempre chiesta: che ci farebbero i ricconi di un pianeta coperto da 6 miliardi di cadaveri putrescenti? )
Comunque, se un imbroglio c'è, è legato al peak oil.
Io credo assolutamente al peak oil (e no, non sono più disposta a discuterne! troppa fatica! ), e ho il fortissimo sospetto che tutti questi inviti - obblighi - leggi per il risparmio energetico siano indice di un appanicamento verso l'incombente crisi energetica.
Se qualcosa ci tengono segreto, insomma, è questo... e non i cadaveri putrescenti!!!

"Il buon senso c'era; ma se ne stava nascosto,
per paura del senso comune" (Alessandro Manzoni)
Orwell84
Inviato: 21/2/2007 1:00  Aggiornato: 21/2/2007 1:00
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 7/3/2006
Da: Ground Zero
Inviati: 1114
 Re: Rapporto Stern: capovolto il paradigma ambientale
L'ultimo *EnergyBulletin:

-Shell. Sono scioccato da quanta gente creda nella teoria del peak oil. John Hofmeister, Presidente Shell.

- ENI. Tutte le informazioni che abbiamo indicano che il mondo ha ancora enormi riserve di petrolio. Leonardo Maugeri, Vicepresidente ENI.

-Chevron. Gli USA devono triplicare il loro uso di etanolo. David O'Reilly, CEO Chevron.

- Exxon. Le compagnie devono riuscire a tener dietro a una domanda crescente di idrocarburi. Rex Tillerson, CEO Exxon.

gutalax
Inviato: 21/2/2007 1:15  Aggiornato: 21/2/2007 1:16
Ho qualche dubbio
Iscritto: 21/1/2007
Da:
Inviati: 60
 Re: Rapporto Stern: capovolto il paradigma ambientale
Santaruina,
Ho letto molti dei tuoi posts e delle tue risposte. Per una ragione a me per il momento ancora inspiegabile, mi sembri una delle poche persone capaci di "vedere" dietro le cortine di fumo e al di là delle apparenze.
Grazie.

astro
Inviato: 21/2/2007 1:35  Aggiornato: 21/2/2007 1:35
Ho qualche dubbio
Iscritto: 3/6/2006
Da:
Inviati: 233
 Re: Rapporto Stern: capovolto il paradigma ambientale
CassandraCitazione:
Che poi mi sono sempre chiesta: che ci farebbero i ricconi di un pianeta coperto da 6 miliardi di cadaveri putrescenti?


Serve a catalizzare l'avvento dell'anticristo, che domande!

ptimolla
Inviato: 21/2/2007 2:09  Aggiornato: 21/2/2007 2:09
Mi sento vacillare
Iscritto: 15/7/2006
Da: Taranto
Inviati: 353
 Re: Rapporto Stern: capovolto il paradigma ambientale
Scusate l'OT
ma Tony Blair ha annunciato il ritiro delle truppe stanziate a Bassora !

Grande notizia! Vai George ! invece di 21.500 ora mandane 28.500 per compensare il vuoto lasciato dai tuoi FIDI figli della Regina!


Guardate poi (se gradite) questo link :

http://www.visionblog.it/modules.php?name=News&file=article&sid=655


quanti grattacapi per le petizioni on-line per Mr. Blair

Legge di Murphy sulla ricerca
Una ricerca abbastanza lunga tendera' a confermare ogni teoria.


Legge di Maier
Se i dati non corrispondono alla teoria, vanno eliminati.
ptimolla
Inviato: 21/2/2007 2:54  Aggiornato: 21/2/2007 2:54
Mi sento vacillare
Iscritto: 15/7/2006
Da: Taranto
Inviati: 353
 Re: Rapporto Stern: capovolto il paradigma ambientale
Secondo me ci sono 2 problemi che l'umanita' deve affrontare a breve termine e non uno.

1) Il limite di sostenibilita' della specie umana garantita dal nostro pianeta e' di

11 miliardi di individui !

Cioe' la terra puo' garantire risorse solo a 11 miliardi di uomini...nel 2065 qualcuno dovra' mettersi a dieta!

2)L'inquinamento di Gea apportato dalla rivoluzione industriale a oggi puo' essere raffigurato con un'iperbole che sale verso l'alto sempre piu' dritta!!!

Cioe' ,anche se ci mettiamo con la buona volonta' tutti quanti a cercare di inquinare di meno, difficilmente riusciremo a contenere le emissioni fino a far tornare la RETTA IN ORIZZONTALE !

India,Cina e gli altri paesi che una volta erano sottosviluppati hanno indici di crescita intorno al 10 % annuo e questo significa che inquinano a livelli esponenziali ogni anno in piu' che passa!

La globalizzazione che ha cominciato a smistare ricchezza anche in parti del mondo fino a qualche anno fa inimmaginabile,ha portato con se le necessita' del consumismo anche in questi posti.
Se ad esempio l'Italia aveva bisogno di 500.000 automobili nuove ogni anno....adesso anche paesi come la Cina ,l'india ect hanno bisogno ogni anno di un tot di automobili in piu' nuove !

Se considerate che il livello di ricchezza dei popoli di tutto il mondo si alza ogni anno di un tot,dovete ammettere che anche il livello di produzione(e quindi di inquinamento )si alza ogni anno di un tot !!!

Considerando questo semplice fatto,secondo Voi,e' possibile fermare l'inquinamento e il riscaldamento del pianeta?

Ad un popolo che per centinaia di anni ha vissuto con una media di 1 dollaro al giorno....chi glielo dice che per garantire l'incolumita' del pianeta deve continuare a vivere nella miseria, adesso che gli abbiamo fatto conoscere gli agi del progresso?

Alla Cina chi glielo dice che per produrre energia noi ci stiamo convertendo all'energia naturale e dovrebbero fare a meno di usare il carbone che hanno nelle loro ricchissime miniere?

Non so come la pensate voi...ma secondo me tra qualche decennio ci saranno carestie,cataclismi naturali e guerre per l'accaparramento delle risorse !

E di solito quando si muore di fame gli unici che mangiano sono quelli che hanno in mano una pistola...

Cioe' i paesi piu' ricchi....

Sara' questo l'Apocalisse paventato nelle Sacre Scritture?

Onestamente se le cose andassero cosi' penso che qualche privilegiato sopravviverebbe e continuerebbe a riprodursi...e la cosa mi rosica un po' !

Mi auguro invece un bel meteorite gigante che cancelli tutti(...ma tutti - tutti)
gli individui della SPECIE PIU' INDEGNA che ha vissuto sul pianeta dal giorno della Genesi!



PS:oggi e' il mio compleanno ...grazie degli auguri !

Legge di Murphy sulla ricerca
Una ricerca abbastanza lunga tendera' a confermare ogni teoria.


Legge di Maier
Se i dati non corrispondono alla teoria, vanno eliminati.
fiammifero
Inviato: 21/2/2007 8:53  Aggiornato: 21/2/2007 8:53
Sono certo di non sapere
Iscritto: 28/2/2005
Da: ROMA
Inviati: 5691
 Re: Rapporto Stern: capovolto il paradigma ambientale
ptimolla
Chi lo dice che il massimo che la terra può sostenere è 11 miliardi di individui?
Siamo sicuri che la Cina sia così popolosa?
Io ho i miei dubbi perchè i conti non tornano,tra morti bianche nelle miniere,povertà,obbligo di un solo figlio,alluvioni,disastri naturali,prigioni ed omicidi,non è per caso che sia un grande bluff?
per non parlare poi dell'India flagellata da monsoni,maremoti,epidemie,guerre e stragi,e dell'Africa dove la vita media è intorno ai 30/40 anni se ci arrivano.
Credo che si tema una grande migrazione verso l'occidente che nel frattempo vede decrescere la natalità con un'allungamento della vita artificioso che non corrisponde però alla qualità della vita stessa.

Citazione:
le cose di cui ci sentiamo assolutamente certi non sono mai vere (Oscar Wilde)
Cassandra
Inviato: 21/2/2007 10:22  Aggiornato: 21/2/2007 10:22
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 10/5/2006
Da:
Inviati: 1551
 Re: Rapporto Stern: capovolto il paradigma ambientale
Citazione:
1) Il limite di sostenibilita' della specie umana garantita dal nostro pianeta e' di 11 miliardi di individui

Forse lo è, ma con l'agricoltura intensiva e l'uso dei fertilizzanti e pesticidi derivati dal petrolio.
Con l'agricoltura naturale il limite è 3 miliardi.
Sempre che con l'acqua dolce non subentrino ulteriori problemi...

"Il buon senso c'era; ma se ne stava nascosto,
per paura del senso comune" (Alessandro Manzoni)
_gaia_
Inviato: 21/2/2007 10:26  Aggiornato: 21/2/2007 10:26
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 23/2/2006
Da:
Inviati: 1460
 Re: Rapporto Stern: capovolto il paradigma ambientale
Ciao ElFlaco :)
sono rimasta un po' indietro con la lettura dei post ma vorrei rispondere alle tue domande (anche se l'hanno già fatto altri, e molto bene).
Personalmente, sull'argomento ho pochissime certezze, e quelle poche non sono certezze granitiche, quindi mi fa piacere dialogare sul tema.

1- Il global warming c'è??
Sì, per quanto mi riguarda non ho dubbi sull'esistenza di un evento di livello planetario, che sta causando notevoli cambiamenti climatici (che si ripercuotono con eventi a carattere catastrofico sulle diverse regioni terrestri).

2-Per il global warming si può far qualcosa per ridurre i suoi effetti??
Per rispondere a questa domanda bisognerebbe prima aver chiarito quali siano le cause del GW (prima di risolvere un problema bisogna analizzarne la natura), ma su questo punto le opinioni divergono perché i dati sono molteplici e non indicano un'unica causa precisa.

Clausneghe ha in poche parole espresso quel che penso anche io (ora farò il mio solito papiro per dimostrare che non ho il dono della sintesi ).

Constatiamo un riscaldamento a livello globale ma non possiamo, nessuno può, dire con certezza quali ne siano le cause precise.

Personalmente credo che sia di base un fenomeno naturale, su cui si è innestata un'attività antropica forsennata che ha contribuito ad accelerare un andamento naturale già in atto (grazie Orkid per la breve ma preziosa testimonianza).

A partire dal Quaternario (1,8 milioni di anni fa) la Terra ha cambiato "carattere": se fino a quel momento era stata caratterizzata da lunghissimi periodi con clima abbastanza stabile (parliamo dell'ordine di milioni d'anni), ora qualcosa, la cui natura si deve ancora capire bene, causa dinamiche profondamente diverse. Dal Quaternario il pianeta mostra oscillazioni climatiche molto intense, è il periodo delle grandi glaciazioni, che si estendono su vaste regioni della Terra (anche se con modi e tempi diversi da zona a zona).
La flora e la fauna subiscono enormi cambiamenti in queste fasi alterne: si parla di "glaciale" e "interglaciale"; oggi viviamo in una fase interglaciale, iniziata con la fine dell'ultima glaciazione, circa 10.000 anni fa (epoca detta "Olocene").
"Piccoli glaciali" si sono avuti qua e là nella storia recente, della durata di un secolo o poco più e con caratteristiche ovviamente molto modeste se paragonate alle glaciazioni vere e proprie.

Questa nostra fase interglaciale ha quindi delle naturali oscillazioni climatiche, indipendenti dall'attività dell'uomo; questo però da un lato non giustifica in toto, ai miei occhi, la rapidità dei mutamenti cui stiamo assistendo, dall'altro non giustifica tanto meno una mancanza di azione per cercare di inquinare di meno (ora arrivo anche al fattore inquinamento).


Alcuni, mi pare Kirghiso e Cassandra, giustamente si chiedono:
il GW sta causando un aumento degli eventi di tipo catastrofico (come alluvioni e uragani), e questo tornerebbe comodo per chi propugna più o meno sfacciatamente la depopolazione, quindi perché questi personaggi dovrebbero ora difendere l'ambiente e l'umanità dal GW? Non è un controsenso?

E' un controsenso solo se crediamo a quello che dicono di voler fare.
Se invece cerchiamo di indagare le loro parole e le loro azioni, credo potremmo trovare una logica in tutto ciò.

Con la soluzione che stanno propugnando contro il GW possono prendere due o tre piccioni con una fava.
Vedo se riesco a trovare una loro logica (ci provo, se ne può discutere):

1. il GW non è contrastabile, e noi lo sappiamo, ma facciamo credere alla gente che lo sia, che l'azione sia urgentissima e che debba essere drastica: risucchiamo tanti bei soldi con nuove leggi e incentivi che sono in realtà assurdi ma che pubblicizziamo come cosa buona e giusta.

2. costituiamo un organismo sovranazionale, possibilmente legato al bravo ONU, che legiferi per tutto il mondo, imponendo le regole che vogliamo e sanzionando chi non le accetta o non le fa rispettare (..altri soldini insieme all'assuefazione ad avere un ente estraneo ai popoli, che dall'alto decide per tutti).

3. facciamo credere che le polveri inquinanti abbiano portato benefici contro il GW: diciamo che senza la patina inquinante, la Terra sarebbe già ribollita da un pezzo; poi introduciamo il discorso sulle scie degli aerei, prima dicendo che il traffico è aumentato a dismisura, poi chiarendo che le scie sono in effetti inquinanti, infine chiarendo che però fanno bene alla Terra per via della patina oscurante che creano.

4. mettiamo in moto una bella campagna, a tempo debito, che mostri come siano state condotte sperimentazioni in luoghi remoti del pianeta con aerei che rilasciano sostanze chimiche buone per combattere il GW: ora che abbiamo, a distanza di qualche anno, constatato la bontà di quelle sostanze, diciamo che per l'urgenza e la vastità del problema GW, bisogna adottare questi rilasci chimici in quota un po' ovunque nel mondo.

5. gran finale:
l'inquinamento fa male alla salute ma fa bene per combattere il GW; le scie chimiche fanno bene per il GW; la refurtiva fiscale e gli assurdi incentivi a cambiare auto ogni 2 anni fanno bene per il GW; un organismo sovranazionale che legiferi nuove bizzarrie fiscali fa bene per il GW.
Spandiamo merda sulle teste della gente e rubiamo loro ancor più soldi, facendo credere che tutto sia cosa buona per loro perché stanno così combattendo il GW.
Il GW in realtà non si può combattere quindi tutto ciò non serve a nulla in tal senso; però abbiamo raggranellato un sacco di soldi, abbiamo assuefatto le persone all'idea di un organo sovranazionale non eletto che legifera e sanziona su tutto il mondo e, visto che il GW continua, con un'apparente anima candida possiamo assistere alla distruzione di migliaia di villaggi e, in sostanza, a una bella depopolazione globale.
C.V.D.


In conclusione:
credo che il GW sia un fenomeno naturale su cui si è inserita una dannosa attività antropica, che ne sta accelerando l'avvento e le conseguenze; non penso si possa ormai fermarlo, sia perché è troppo tardi sia perché, pur con tutta la buona volontà, non possiamo contrastare un fenomeno naturale di livello planetario.
Ergo, non me ne può fregare di meno della grancassa della disinformazione di massa, che s'è messa in moto facendo così tanto chiasso su un problema che, alla base, è reale, ma che non è risolvibile con i soli mezzi umani (questo, ripeto, non giustifica il lassismo, anzi). Me ne frega nel momento in cui vogliono pigliarmi per i fondelli. Allora faccio di tutto per dialogare con le persone e far capire la fesseria delle soluzioni che propugnano: da un lato inutili (per contrastare il GW), dall'altro assolutamente pericolose (per noi, la nostra salute, e i nostri portafogli).


PS: Straquoto tutti gli interventi di Santaruina.
(..tranne dove dice "cricca dei luridi figli di gaia". E capperi, mica mi si può sempre tirare in mezzo così aggratis! )

Dorian
Inviato: 21/2/2007 12:29  Aggiornato: 21/2/2007 12:29
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 23/1/2007
Da:
Inviati: 1275
 Re: Rapporto Stern: capovolto il paradigma ambientale
Cassandra:
Citazione:
Forse lo è, ma con l'agricoltura intensiva e l'uso dei fertilizzanti e pesticidi derivati dal petrolio.
Con l'agricoltura naturale il limite è 3 miliardi.
Sempre che con l'acqua dolce non subentrino ulteriori problemi...


Già! A quale prezzo?
E soprattutto perchè?
Che già viviamo come polli in batteria nutriti con mangimi sintetici!
Il limite di popolazione viene ogni anno ingigantito grazie a tecniche di coltivazioni sempre più innaturali e gigalopoli sempre meno umane (e i risultati si vedono!)

Ashoka
Inviato: 21/2/2007 12:57  Aggiornato: 21/2/2007 12:58
Sono certo di non sapere
Iscritto: 11/7/2005
Da:
Inviati: 3660
 Re: Rapporto Stern: capovolto il paradigma ambientale
A proposito di soluzioni globali per problemi globali, tasse globali, sussidi globali, etc. etc. etc.

Energia solare a basso costo pronta per dimezzare il fabbisogno di petrolio e gas

Entro cinque anni, l'energia solare sarà abbastanza a buon mercato da competere con quella generata dai combustibili fossili, anche in Gran Bretagna, Scandinavia o nella Siberia del nord. In dieci anni i costi potrebbero scendere così tanto da far sì che le celle solari dimezzino il fabbisogno di petrolio, gas, carbone ed energia nucleare. La tecnologia sta saltando davanti ai dibattiti statali sui combustibili fossili.

[..]

Il segreto? Mr. Sethi (presidente della Filsom) culla un pezzo di un foglio di un polimero scuro, tanto sottile quanto un foglio di carta. E' 200 volte più leggero della normale fibra di vetro su cui si basano i materiali fotovoltaici, che richiedono costosi substrati ed un supporto per il tetto. E' così leggero da poter essere incollato alle pareti degli edifici.

Invece di essere fabbricato laboriosamente pezzo per pezzo, può essere prodotto su vasta scala in rotoli poco costosi, come la carta da pacchi, nel colore desiderato.


[..]

“Funziona anche in una grigia, nuvolosa e fredda giornata in Inghilterra, continuando a produrre il 25% - 30% di quanto otterrebbe con luce ottimale. E' abbastanza se copri metà del tetto”

Rullo di tamburi...

”Non ci servono sussidi, ci serve solo che i governi si tolgano dalle scatole(*) e non facciano danni. Hanno spento 170 miliardi di dollari per sussidi all'energia nucleare negli ultimi trent'anni”

(we just need governments to get out of the way and do no harm)

Cassandra
Inviato: 21/2/2007 13:08  Aggiornato: 21/2/2007 13:08
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 10/5/2006
Da:
Inviati: 1551
 Re: Rapporto Stern: capovolto il paradigma ambientale
Caro Ashoka,
di roba come quella che tu citi ce n'è tanta. I polimeri sottili a rotolo li aveva inventati la STM microelectronics con l'Università di (se non sbaglio) Catania.
C'è di più: avevano inventato anche la vernice solare !! Con cui verniciare tetti e terrazzi e produrre energia.

Era una notizia di due anni fa. Poi sparita. Ci continuano a propinare costosissimi, pesantissimi, inefficientissimi pannelloni di silicio. Mah.

"Il buon senso c'era; ma se ne stava nascosto,
per paura del senso comune" (Alessandro Manzoni)
Orwell84
Inviato: 21/2/2007 13:19  Aggiornato: 21/2/2007 13:19
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 7/3/2006
Da: Ground Zero
Inviati: 1114
 Re: Rapporto Stern: capovolto il paradigma ambientale
Citazione:
C'è di più: avevano inventato anche la vernice solare !! Con cui verniciare tetti e terrazzi e produrre energia.


Propriamente si trattava di un composto di quantum dot e un polimero da spruzzare che aveva come vantaggio quello di catturare le radiazioni infrarosse anche nelle giornate nuvolose.

Effettivamente i costi sono più bassi, l'efficienza è più o meno la stessa del silicio ma il tetto va verniciato almeno una volta al mese. Almeno a detta di Harry Gray, il professore di Chimica al California Institute of Technology che ha sperimentato questa tecnologia.

Dorian
Inviato: 21/2/2007 13:30  Aggiornato: 21/2/2007 13:33
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 23/1/2007
Da:
Inviati: 1275
 Re: Rapporto Stern: capovolto il paradigma ambientale
Ashoka:

Sono un fanatico dell'energia solare ma purtroppo non basta: non c'è sufficiente densità di energia.
Se volete posso postare i conticini che mi sono fatto visto che è discorso piuttosto censurato e c'è chi dice una cosa e chi ne dice un'altra.

In merito a quello che riporti ho letto che alla UCLA (Univ. California) avrebbero prodotto - per davvero? - pellicole plastiche fotovoltaiche con costi dell'80% più bassi delle celle in silicio.
Tuttavia hanno efficienze bassissime (tipo 4%) che sperano con un certo ottimismo di aumentare nel giro di pochi anni per commercializzarle.

Consideriamo comunque che l'efficienza di una cella in silicio è del 15% al max (si scende fino a un 10% se consideriamo i valori medi di usura, trasformazione, trasporto, ecc...).

Ad ogni modo anche i classici pannelli in silicio, il cui costo si abbatterebbe se ci fosse una produzione di massa, rappresentano fin d'ora una validissima alternativa con possibilità reali di risparmio.

Certamente si può e quindi si deve fare molto in questa direzione.

EDIT: ecco il link

Orwell84
Inviato: 21/2/2007 13:44  Aggiornato: 21/2/2007 13:44
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 7/3/2006
Da: Ground Zero
Inviati: 1114
 Re: Rapporto Stern: capovolto il paradigma ambientale
Citazione:
Se volete posso postare i conticini che mi sono fatto visto che è discorso piuttosto censurato e c'è chi dice una cosa e chi ne dice un'altra


Io ti posto i miei (che spero siano esatti), ma sarei lieto di leggere anche la tua opinione.

La potenza richiesta da un singolo tornio (BIGLIA CNC B301 M) per una tornitura di sgrossatura di un albero di piccole dimensioni in acciaio non temprato (30 cm lunghezza - 3/4 diametro) è di circa 10 KW. Considerando un pannello fotovoltaico la potenza più comune si aggira intorno ai 150 Wp (= la potenza erogata da un modulo o da una cella fotovoltaica se sottoposti alle condizioni standard di: irraggiamento di 1000 W/m2 - temperatura di cella di 25° C - spettro pari a 1,5 AM) a 24 V, raggiunti in genere impiegando 72 celle fotovoltaiche. La superficie occupata dai modelli commerciali si aggira in genere intorno ai 7,5 mq/kWp, ovvero sono necessari circa 7,5 metri quadrati di superficie per ospitare pannelli per un totale nominale di 1.000 Wp.

10 Kw = 10000 W
7,5 mq di pannelli producono 1000 W
Per alimentare un tornio che produce alberi di piccole dimensioni servirebbero almeno 80 mq di pannelli fotovoltaici.

La stessa operazione si può svolgere per valutare quanti mq servirebbero per soddisfare il fabbisogno nazionale (eventualmente anche per settore). *Qui i dati IEA dei consumi.

franco8
Inviato: 21/2/2007 14:05  Aggiornato: 21/2/2007 16:19
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 6/12/2005
Da:
Inviati: 1561
 Re: Rapporto Stern: capovolto il paradigma ambientale
_gaia_ trovo molto chiaro il discorso e concordo su molti punti.

In generale, sull'argomento, sono in disaccordo con Santaruina su alcuni punti... Per esempio: dà l'impressione di ridurre l'ambientalismo ad un "catastrofismo globalista", cosa che, secondo me, sarebbe non veritiero .
(L'ambientalismo, che per me ha radici e collegamenti profondi, pone l'accento soprattutto sulla consapevolezza dei comportamenti individuali - sottolineo consapevolezza senza tema di buzzword!! - . Sono soprattutto i piccoli cambiamenti individuali, senza sacrifici di sorta, che possono davvero cambiare radicalmente il "sistema". L'ambientalismo pone anche l'accento su questo e su un (perduto,dimenticato?) concetto di qualità della vita... Penso anche al recupero del "localismo", e al rifiuto degli "standard" industriali... e valorizzazione della diversità... insomma: temi vasti e variegati... ma tutto l'opposto di un "globalismo")

Tempo fa dicevo proprio questo: il fatto che qualcuno ti voglia "vendere" una soluzione non significa che:
- quella sia l'unica soluzione
e soprattutto che
- il problema non esista.

Secondo me, possiamo dire con certezza:

1. un limite di sostenibilità (anche se non si sa qual'è) certamente esiste (fiammifero: pensare che alcune "stime" siano poco veritiere, non fa altro che "spostare" o procrastinare il problema teorico, non risolverlo. Non so se è chiaro.)

2. mai in passato siamo stati vicini come adesso (quanto siamo vicini non lo sappiamo) a questo limite di sostenibilità. ( Mai siamo stati tanti, mai abbiamo "inquinato", in generale, quanto facciamo oggi)

Queste cose, e altre, le sappiamo da tanto tempo, io credo.
Le sanno gli scienziati e le sanno anche i "governati", gli "alti livelli".

(Che gli "scienziati indipendenti" esistano, non dubito. Il problema è che è difficile o quasi possibile sentirne le voci....
Troveremo facilmente qualcuno che afferma "Scienziati indipendenti affermano.." Peccato, ovviamente che quel che sentiamo e quel "qualcuno", non gli "scienziati"....)


---------------------------------

In verità, sia questa mia convinzione (ovvero che la condizione "catastrofica" sia ben nota da tempo) e sia considerazioni come quelle della notizia riportata da Ashoka, (ovvero che soluzioni alternative percorribili in realtà possano esistere benissimo, ma che per pigrizia o per paura di perdita di privilegi qualcuno mette i bastoni fra le ruote) mi stanno suggerendo un'altra chiave di lettura di tutto il fenomeno...

Ovvero:
- io non penso che le catastrofi annunciate siano "bufale" senza fondamento (riscadamento globale, fine delle risorse ecc)

- poiché la logica che sta dietro le decisione dei cosidetti "grandi" non è mai stata il "bene comune", ma solo i privilegi delle elite che i grandi stessi rappresentano.... questi stessi si sono ben guardati di fermare le catastrofi se dalle catastrofi stesse potevano guadagnarci.

---------------------------------

.... ....io non mi definisco affatto volentieri ateo, non più di quanto io sia a-MickeyMouse.
..
(detto, fatto)
Dorian
Inviato: 21/2/2007 14:07  Aggiornato: 21/2/2007 14:07
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 23/1/2007
Da:
Inviati: 1275
 Re: Rapporto Stern: capovolto il paradigma ambientale
Orwell84

Citazione:
Io ti posto i miei (che spero siano esatti), ma sarei lieto di leggere anche la tua opinione.


Io avevo invece fatto delle stime basandomi sui consumi mondiali di petrolio, produzione corrente elettrica e irradiazione solare. Per avere una idea più "globalista" di cosa è realmente possibile fare...

Magari li riordino un attimo separando le stime dai dati effettivi in modo da poterli vedere bene... e li posto poi in qualche thread sulle energie alternative.

Nel tuo caso i conti mi sembrano a posto ma dipendono molto da casi particolari: fai il falegname?
Di certo non puoi fare affidamento sui watt di picco che sono quelli che becchi in condizioni ideali (cielo sereno a mezzogiorno, impianto nuovo, ecc...) quindi il vantaggio del fotovoltaico si vede in media sul lungo periodo e nella differenza tra il dare e l'avere dalla rete pubblica (a cui ovviamente si deve rimanere allacciati).

Per chi volesse subito un link interessante questo è uno dei più completi (sebbene non aggiornatissimo con le ultime normative).

Orwell84
Inviato: 21/2/2007 14:28  Aggiornato: 21/2/2007 14:28
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 7/3/2006
Da: Ground Zero
Inviati: 1114
 Re: Rapporto Stern: capovolto il paradigma ambientale
Citazione:
Nel tuo caso i conti mi sembrano a posto ma dipendono molto da casi particolari: fai il falegname?


No era un mio vecchio progetto di tecnologia meccanica

Dorian
Inviato: 21/2/2007 14:40  Aggiornato: 21/2/2007 14:40
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 23/1/2007
Da:
Inviati: 1275
 Re: Rapporto Stern: capovolto il paradigma ambientale
Concordo con Franco8:

Non è possibile spaccare il mondo in bianco e nero. Fra l'altro lasciare intendere che gli ambientalisti siano una specie di sgherri, o dementi portavoce, di oscure lobby mondialiste è di un fastidio... specie quando per anni siamo stati TUTTI presi per il culo dalle lobby energetiche e dalle loro censure!

Il fatto che qualcuno si infili di traverso e tenti di guadagnare sulle disgrazie (anche su presunte catastrofi mondiali) non nega il problema o comunque si tratta di aspetti da trattare indipendentemente.

Non vi è dubbio che alcuni cambi di rotta potrebbero costare soldi o perdita di certi "privilegi" (molti dei quali fittizi e inutili) ma secondo me la qualità della vita non si misura solo in soldi, nella cilindrata del proprio SUV o nella corrente elettrica che si consuma.
Anche buttare una cartaccia nel cestino della spazzatura anzichè per terra costa fatica... figuriamoci riciclarla! Ma se non riduciamo i rifiuti e l'nquinamento trasformeremo il mondo in un porcile invivibile (e non solo in senso metaforico)!

Abbiamo basato la nostra società su quella invenzione virtuale del "PIL in crescita" e del "mercato globale" senza aver fatto i conti con l'ambiente finito che ci circonda e che ci serve per vivere. Con un mondo che sta diventando sempre più stretto pensiamo davvero di riuscire a consumare sempre di più? Senza freni nè limiti?

ilberneri
Inviato: 21/2/2007 14:59  Aggiornato: 21/2/2007 14:59
Ho qualche dubbio
Iscritto: 16/3/2006
Da: Coimbra
Inviati: 238
 Re: Rapporto Stern: capovolto il paradigma ambientale
dopo il keynesismo militare e quello sociale il

KEYNESISMO AMBIENTALE?

"l'utopia esiste, è radicata nello spirito degli uomini.Credo che sempre di più il capitalismo le sue logiche appaiano inutili.Il mio cervello,il mio sapere,i miei desideri non hanno più bisogno di un padrone:io, individuo lavoro nella mia autonomia
Nigthmare
Inviato: 21/2/2007 16:21  Aggiornato: 21/2/2007 16:21
Ho qualche dubbio
Iscritto: 10/6/2006
Da:
Inviati: 73
 Re: Rapporto Stern: capovolto il paradigma ambientale
Io penso che dietro queste repentine conversioni ambientaliste di esponenti di spicco dell'establishment mondiale ci sia semplicemente il tentativo di frenare le economie in via di sviluppo.

Come ha giustamente ricordato ptimolla, questo nostro pianeta non ha sufficienti risorse per assicurare a 6 miliardi di abitanti livelli di consumi "occidentali": se anche cinesi ed indiani cominceranno a consumare materie prime ed energia nelle stesse quantità di americani ed europei, presto esploderanno gigantesche tensioni sull'accaparramento delle materie prime: del resto ne abbiamo già visto i prodromi nell'ascesa negli ultimi mesi dei prezzi di petrolio, acciaio, rame, etc.

Come creare il consenso attorno all'idea di impedire la crescita dei Paesi in via di sviluppo? In nome dell'ambiente, naturalmente, imponendo una piccola frenata a tutti. Solo che non si parte dalla stessa velocità...

Rdurre i consumi del 10% a un cittadino occidentale significa non consentirgli di accendere la lavastoviglie di giorno, per un indiano significa forse impedirgli la costruzione di una scuola (scusate lo sfondamento retorico finale!)

rekit
Inviato: 21/2/2007 17:25  Aggiornato: 21/2/2007 17:25
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 11/9/2006
Da:
Inviati: 1151
 Re: Rapporto Stern: capovolto il paradigma ambientale
citazione:

Non so come la pensate voi...ma secondo me tra qualche decennio ci saranno carestie,cataclismi naturali e guerre per l'accaparramento delle risorse !
.........................................



questa e' la cosa piu divertente che abbia mai sentito

scusa ma su quale pianeta hai vissuto negli ultimi 5 anni?

kirghiso
Inviato: 21/2/2007 17:52  Aggiornato: 21/2/2007 19:05
Ho qualche dubbio
Iscritto: 24/1/2007
Da: chissà?
Inviati: 145
 Re: Rapporto Stern: capovolto il paradigma ambientale
Quello che ho letto finora in questa discussione è senza dubbio costruttivo anche se la situazione appare molto ingarbuiata e questo a mio parere è quello che si vuole che sia, purtroppo il bandolo della matassa ce l'hanno in mano le lobbies e noi potremmo tranquillamente in tutta buona fede prestarci ai loro sporchi giochi.

Perchè ad esempio esistono tanti modi per ridurre le emissioni ma i modi in cui arrivarci possono produrre risultati opposti.

Poi se costoro conosco con ragionevole approssimazione le cause principali del GW possono regolarsi di conseguenza a loro piacimento.

Perchè non è da escludere (e ho letto di ipotesi scientifiche in merito) che addirittua il GW c'è ma per le ragioni per cui aumenta andrebbe a scemare da sè e quindi....

D'altronde qui è facile farcela in barba, non è come capire l'autoattentato del 9/11, qui il campo esaminato esula le nostre personali conoscenze e possibiltà, quindi qualcuno può intuire qualcosa ma non possiamo "noi" popolino (scusate l'orrendo termine) sapere come muoverci.

Ecco perchè ritengo indispensabile realizzare qualcosa come un database da lasciare discutere soprattutto a chi può metterci conoscenze ed esperienza (non in stlie wikipedia), è questo quello che vorrei fare ma senz'altro c'è chi potrebbe fare di molto meglio di me.

Si sta ad esempio parlando di solare (e io ci metto anche l'eolico) perchè allora non prendere in considerazione il SOLARE TERMODINAMICO di Rubia che a suo dire:

"Come esperimento pilota i 20 megawatt aggiunti dalle tecnologie solari alla centrale di Priolo non sono da buttar via: bastano a una città di 20 mila abitanti, consentono di risparmiare 12.500 tonnellate equivalenti di petrolio l'anno ed evitano l'emissione di 40.000 tonnellate l'anno d’anidride carbonica. Il bello è che questo tipo di energia è conveniente: ai prezzi attuali, l'impianto si ripaga in 6 anni e ne dura 30. Oltretutto, una volta avviata la produzione di massa, i prezzi di costruzione tenderanno al dimezzamento"
“Oggi, cioè in fase preindustriale, il costo complessivo dell'impianto oscilla tra i 100 e i 150 euro a metro quadrato. E da un metro quadrato si ricava ogni anno un'energia equivalente a quella di un barile di petrolio. Il che vuol dire che utilizzando un'area desertica o semidesertica di dieci chilometri quadrati si ottengono mille megawatt: la stessa energia che si ricava da un impianto nucleare o a combustibili fossili, ma con costi inferiori e con una lunga serie di problemi in meno"

E secondo "Il programma ENEA sull’energia solare a concentrazione ad alta temperatura" i ricercatori sono giunti a quantificare anche il costo di produzione di un KW con quel sistema, circa 6 centesimi di euro, contro i 6 del nucleare ed i 7 del petrolio. Costi inferiori si hanno soltanto con il carbone (4 centesimi, ai quali però va aggiunta la cosiddetta “carbon tax” che lo porta a circa 5) e l’eolico che – negletto e dimenticato – produce un KW a 3-4 centesimi senza produrre un solo grammo di CO2, come il solare termodinamico.

E secondo la divisione delle energie rinnovabili dell’ENEL – Enelgreenpower – dichiara che le risorse eoliche “disponibili ed utilizzabili nel mondo sarebbero in grado di fornire una produzione di circa quattro volte superiore ai totali consumi elettrici mondiali del 1998. Questo potenziale potrebbe essere ulteriormente accresciuto dallo sviluppo di installazioni off-shore, collocate al largo delle coste”. Lo stesso concetto è stato ribadito più volte dal Dipartimento USA dell'Energia e dall’Università di Stanford: “nei soli Nord Dakota, Kansas e Texas si potrebbe ricavare con la fonte eolica l’intero fabbisogno statunitense”.

Quindi diviene indispensabile citare fonti e linkare il più possibile per avere qualcosa di concreto sul quale iniziare a pensare a qualcosa di serio, ma questo dovremmo farlo "NOI" e non sperare che lo facciano gli "ALTRI", non so bene come ma comunque "NOI"!

_gaia_
Inviato: 21/2/2007 18:24  Aggiornato: 21/2/2007 18:26
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 23/2/2006
Da:
Inviati: 1460
 Re: Rapporto Stern: capovolto il paradigma ambientale
Riprendo gli spunti di Franco8, Dorian e Kirghiso per esplicitare il mio pensiero: la faccenda è oltremodo ingarbugliata e non è assolutamente da vedere in bianco e nero (Dorian.. non dirlo a me, che aborro il dualismo ).
Questo non toglie che si possa cercare di farsi un'opinione propria con i dati (tanti, sì, e spesso contrastanti) che possiamo conoscere: per il GW a mio parere si deve parlare di "concause", con un carattere naturale di fondo per questo fenomeno planetario.
Dunque non metto in dubbio l'esistenza del GW, ma semmai la reale efficacia delle soluzioni proposte.

Credo che il GW sia un fenomeno contro cui l'uomo non può combattere.
Ridurre l'inquinamento invece si può e si deve, stante la massa di schifezze che già ci ritroviamo ovunque.

Ma sono due realtà diverse: cercare di ridurre l'inquinamento (ognuno facendo il possibile nella sua quotidianità) non equivale a un'azione tesa a combattere il GW: questa è secondo me la grande bufala che vogliono spacciarci.

Ritengo importante tenere separate le due questioni: GW e inquinamento. Ridurre il secondo è doveroso, ma non perché così facendo si combatte il GW!

Non c'è alcuna urgenza di leggi e azioni per contrastare il GW: perché è un fenomeno per gran parte naturale contro cui non si può fare nulla di concreto.
Quindi, che non vengano a prendermi in giro con questa scusa per raggranellare altri soldi dal mio portafoglio, e al contempo spandere altro letame sulla mia testa e farmi abituare all'idea di un superorgano sovranazionale che decide le sorti del mondo dall'alto.. perché si sa, loro sono illuminati e sanno cosa è bene per l'umannità intera..

Dorian
Inviato: 21/2/2007 19:23  Aggiornato: 21/2/2007 19:26
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 23/1/2007
Da:
Inviati: 1275
 Re: Rapporto Stern: capovolto il paradigma ambientale
Citazione:
E secondo la divisione delle energie rinnovabili dell’ENEL – Enelgreenpower – dichiara che le risorse eoliche “disponibili ed utilizzabili nel mondo sarebbero in grado di fornire una produzione di circa quattro volte superiore ai totali consumi elettrici mondiali del 1998.


Mi sembra MOLTO poco realistico.

Però qualcuno ha fatto o sta facendo qualcosa:

Un agricoltore che coltiva il vento

L'impianto, di una potenza nominale di 900 chilowatt, si avvia quando il vento soffia a più di 3,5 m/s (circa 13 km/h). La gondola si orienta automaticamente in funzione della direzione del vento. Ad elevate velocità (25 m/s), il generatore viene bloccato per ragioni di sicurezza.

"Un'eolica di media potenza come questa può produrre circa 1 milione di kWh all'anno, sufficiente per coprire i fabbisogni di 300 economie domestiche", spiega Aregger.


1 milione di KWh all'anno?

Grattacielo eolico a Dubai

Sarà alto 250 metri il grattacielo in costruzione a Dubai su progetto in buona parte italiano.
Avrà piani rotanti (staccati uno dall'altro) in gradi di muoversi ognuno per conto suo.

Dal punto di vista energetico sarà autonomo: tutto girerà ad energia eolica o solare.
Ogni piano rotante si comporterà anche da pala, sfruttando il vento per ruotare, piccoli mulini saranno interposti ai piani (59) e i tetti di ogni piano saranno equipaggiati di pannelli fotovoltaici, così da sfruttare la luce a cui, periodicamente, verranno esposti.

In un anno la torre fornirà circa 190 milioni di Kwh di energia, per un valore di oltre 7 milioni di euro.


190 milioni di KWh anno???
Possibile???

PS: Per dare un'idea qualitativa la corrente elettrica prodotta nel mondo è sull'ordine dei 20000 TWh annui (1TWh è pari a un miliardo di KWh dunque servirebbero venti milioni di quelle mega-pale di 60 metri di altezza! improbabile...). (link)

kirghiso
Inviato: 21/2/2007 20:37  Aggiornato: 21/2/2007 20:37
Ho qualche dubbio
Iscritto: 24/1/2007
Da: chissà?
Inviati: 145
 Re: Rapporto Stern: capovolto il paradigma ambientale
Ok Dorian, giustissimo quello che riporti, ma questo andrebbe discusso con gli esperti dell'ENEL che hanno fatto questa asserzione.
Mi spiego meglio, se non è "pizza e fichi" ma sono gli esperti dell'ente nazionale d'energia italiano e statunitense a fare certe dichiarazioni allora si dovrebbe dedurne che raccontino cialtronerie o si spera abbiano qualche valida ragione, quindi sarebbe davvero costruttivo chiedere le ragioni di tali "notevoli" affermazioni fino al dettaglio ed essere esaminabili pubblicamente, così magari si quaglia qualcosa.
Intanto magari spedire una mail di approfondimento in merito da chi è competente in questo campo o altrimenti "pretendere" in qualche modo queste spiegazioni doverose.

In questo Rubia è stato finora un "tantino" più dettagliato e se le cose stanno davvero così, "bisogna" iniziare a lavorare in tale direzione.

rumenta
Inviato: 21/2/2007 20:55  Aggiornato: 21/2/2007 20:55
Mi sento vacillare
Iscritto: 25/1/2006
Da: Repubblica di Genova
Inviati: 801
 Re: Rapporto Stern: capovolto il paradigma ambientale
Nigthmare:

tentativo di frenare le economie in via di sviluppo.

uh..... non mi risulta che abbiano costretto cina ed india a firmare il protocollo di kioto, mentre mi risulta che le loro nubi di inquinanti stiano arrivando sopra il nord europa, nel silenzio assordante dei media di regime.
e non credo che nessuno si sogni di frenare la crescita di questi paesi anzi, tutti i governi cercano di incentivare gli investitori ad impegnarvi i loro capitali.
non so se ricordi ma il mortadella è stato in india fino a poco tempo fà..... e non mi risulta fosse là per chiedergli di ridurre la crescita o di dotare le industrie degli ultimi ritrovati - costosissimi - anti inquinamento.
inoltre la disponibilità di mano d'opera e risorse a bassissimo costo sono un incentivo perché queste "isole felici" della crescita senza limiti - di NESSUN tipo - non vengano eliminate nel nome dell'ecologia.

Rdurre i consumi del 10% a un cittadino occidentale significa non consentirgli di accendere la lavastoviglie di giorno, per un indiano significa forse impedirgli la costruzione di una scuola (scusate lo sfondamento retorico finale!)

se pensi che india e cina producono circa 1/4 dell'inquinamento globale vedrai che ridurre i nostri del 10% serve proprio a poco.
di più, io francamente non so che lavoro fai e dove vivi, ma per come la vedo io se mi costringessero a ridurre i miei consumi del 10% (e togliere lavastoviglie - lo so che è un esempio - è eliminare moooolto meno del 10%), beh, allora mi sparo e soffro di meno.......



"La verità dev'essere brutale, violenta, armata ed arrabbiata. Altrimenti soccombe."
Dorian
Inviato: 21/2/2007 21:10  Aggiornato: 21/2/2007 21:12
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 23/1/2007
Da:
Inviati: 1275
 Re: Rapporto Stern: capovolto il paradigma ambientale
kirghiso:
Citazione:
Ok Dorian, giustissimo quello che riporti, ma questo andrebbe discusso con gli esperti dell'ENEL che hanno fatto questa asserzione.


Infatti non conosco nel dettaglio le affermazioni in questione se non come le hai riportate tu quindi mi sono limitato a fare stime qualitative piuttosto grezze. Certo che gli ordini di grandezza...
Ognuno però, dati alla mano, trarrà le proprie conclusioni.

kirghiso
Inviato: 21/2/2007 23:46  Aggiornato: 21/2/2007 23:46
Ho qualche dubbio
Iscritto: 24/1/2007
Da: chissà?
Inviati: 145
 Re: Rapporto Stern: capovolto il paradigma ambientale
Vorrei solo dire che di fronte alla portata delle potenzialità espresse da 2 enti che quantomeno sono poco propensi a sostituire il "caro" petrolio sia d'obbligo voler approfondire, esprimere perplessità o fare obbiezioni, ma a loro direttamente per arrivare magari a conclusioni utili a capire.
Se no, continuiamo a girarci intorno, ma bada bene non dico io o tu o chi altro, ma la maggioranza in preda al delirio.
Se non si parte dal basso, haimè possiamo solo aspettare che accada quel che accada.

Peccato che il "basso" sia caduto ormai troppo in basso...

Dorian
Inviato: 22/2/2007 0:08  Aggiornato: 22/2/2007 0:09
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 23/1/2007
Da:
Inviati: 1275
 Re: Rapporto Stern: capovolto il paradigma ambientale
Citazione:
Vorrei solo dire che di fronte alla portata delle potenzialità espresse da 2 enti che quantomeno sono poco propensi a sostituire il "caro" petrolio sia d'obbligo voler approfondire, esprimere perplessità o fare obbiezioni, ma a loro direttamente per arrivare magari a conclusioni utili a capire.


C'è poco da capire: l'eolico non può avere la densità di potenza promessa (3-4 volte la produzione elettrica attuale??? oO)

Se un'unica turbina può produrre al max 5 GWh, servirebbero 4 milioni di queste turbine per fornire la corrente elettrica prodotta attualmente nel mondo (per ora solo l'1% è già eolico).
Dove verrebbero piazzate, e con quale costo ambientale e sociale (la gente s'incazzerebbe), milioni di turbine di decine di metri di altezza???
Sarebbe una torre ogni mille abitanti! FOLLIA!

Ma poi dovremmo anche considerare l'energia proveniente dalla combustione degli idrocarburi, energia che è addirittura superiore a quella elettrica!

kirghiso
Inviato: 22/2/2007 0:28  Aggiornato: 22/2/2007 0:28
Ho qualche dubbio
Iscritto: 24/1/2007
Da: chissà?
Inviati: 145
 Re: Rapporto Stern: capovolto il paradigma ambientale
Ripeto, io ho citato una fonte "autorevole" e casomai è a loro che va chiesto come sia possibile avere dall'eolico 4 volte l'elettricità consumata nel mondo, addirittura aumentabile se usate applicazioni off-shore, sempre a loro dire, poi ho parlato di solare termodinamico, ma il punto è che è ovvio che non si può pensare al "solo" eolico per le ragioni che hai menzionato e che si conoscono, come al"solo" termodinamico, o geotermico ecc.

Ma se si "vuole" si potrebbe fare molto, a Schonau" hanno realizzato un intera produzione elettrica usando mille modi diversi, è questione di mentalità, poi è ovvio che ci sono altre problematiche da affrontare, ma sono appunto da affrontare e non solo discutere, compreso l'uso di idrocarburi, ma da qualcosa bisogna pur iniziare.

Vorrei a proposito citare un passo biblico anche se non sono un credente: "Nella moltitudine di consiglieri c'è la riuscita", forse qoelet o non ricordo...

gen
Inviato: 22/2/2007 16:38  Aggiornato: 22/2/2007 16:38
Ho qualche dubbio
Iscritto: 20/11/2006
Da:
Inviati: 142
 Re: Rapporto Stern: capovolto il paradigma ambientale
stern dice che bisogna stabilizzare la CO" nell'atmosfera, ma io non ho mai sentito che un parametro naturale possa essere stabile, ho sempre sentito parlare di equilibrio dinamico. Per quanto riguarda il clima poi il dinamismo è veramente eccezionale. Io direi che non c'è bisogno di effetto serra e cataclismi per affermare che l'uomo ha bisogno di convertire il sistema di produzione energetica da quello basato su idrocarburi ad uno basato su fonti rinnovabili; secondo me ambientalismo e produzione energetica sono temi che non per forza sono linkati.

Linucs
Inviato: 22/2/2007 18:12  Aggiornato: 22/2/2007 18:12
Sono certo di non sapere
Iscritto: 25/6/2004
Da:
Inviati: 3996
 Re: Rapporto Stern: capovolto il paradigma ambientale
Ecco allora entrare in scena Sir Nicholas Stern, un noto economista inglese che è stato vicepresidente della Banca Mondiale, e che è ora al servizio del governo britannico, il quale ha presentato ai suoi colleghi americani il cosiddetto Stern Review, o Rapporto Stern, sull'impatto economico delle mutazioni climatiche dovute al Global Warming.

Ma guardate che è forte: la Banca Mondiale è l'apice dell'orrore, tranne quando torna utile per spacciare la favola ambientalista e - invariabilmente - terzomondisat.

Stern capovolge l'ottica del problema, mostrando con una approfondita ricerca come un deciso intervento a livello internazionale, per quanto impegnativo, possa risultare molto meno costoso della frustrante procrastinazione a cui stiamo assistendo in questi ultimi anni.

Non mi dire, che sorpresa: un deciso intervento a livello internazionale...

_gaia_
Inviato: 23/2/2007 18:45  Aggiornato: 23/2/2007 18:45
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 23/2/2006
Da:
Inviati: 1460
 Re: Rapporto Stern: capovolto il paradigma ambientale
Eccoti accontentato, Linucs.


Clima: Merkel annuncia misure



(ANSA) - BERLINO, 23 FEB - Angela Merkel ha annunciato che al vertice europeo (8-9 marzo) saranno prese "decisioni molto concrete" contro i cambiamenti climatici. Le modifiche del clima sono una grande sfida, ha detto il cancelliere tedesco dopo un incontro con il presidente francese, Jacques Chirac, a Mesebeg. Merkel ha sottolineato che al totale delle emissioni di anidride carbonica (una delle principali cause del cosiddetto effetto serra) l'Europa contribuisce con il 15%; il restate 85% e' causato da altre regioni.


..che teneri quei due eh? Entrambi figlioli diletti di papà Bilderberg..

Paxtibi
Inviato: 23/2/2007 23:42  Aggiornato: 23/2/2007 23:42
Sono certo di non sapere
Iscritto: 3/4/2005
Da: Atene
Inviati: 8134
 Re: Rapporto Stern: capovolto il paradigma ambientale
Sono i soldi che nessuno al mondo ha voglia di spendere, per adeguare le industrie a parametri che permettano di contenere, e poi teoricamente di capovolgere, le mutazioni climatiche dovute soprattutto alle eccessive emissioni di anidride carbonica.

Ma ne siamo sicuri?

DuPont Joins Global Coalition Calling for Coordinated Action to Address Climate Change

DuPont has reduced greenhouse gas emissions more than 70 percent since 1991, realizing more than $3 billion in avoided energy costs. Those energy savings are based on the use of improved process controls; optimization of energy generation and distribution at its facilities; new technologies with lower energy consumption, and; one of the biggest factors - improved yields from DuPont's manufacturing processes. DuPont also is reducing the use of fossil fuels by employing alternative energy sources such as landfill gas.

...

By 2015, DuPont has committed to: -- Double its research and development investment in environmentally smart market opportunities; -- Double revenues to $8 billion from non-depletable resources; -- Grow annual revenues $2 billion or more from products that create energy-efficiency and/or reduce greenhouse gas emissions for its customers, and; -- Introduce at least 1,000 new safety products or services.



La cattivissima DuPont!

Ma allora... se la DuPont ci guadagna pure, riducendo le emissioni... quali saranno le "decisioni molto concrete" che i nostri amici vogliono prendere...

Ho capito: vado a rottamare la macchina!...


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